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Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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01. Credo (31.10.2004)

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01. Credo (31.10.2004)
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Il Credo

Catechismo per adulti,
a cura di don Giancarlo Nasi.
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domenica 31 ottobre 2004, ore 16.00, Mandriolo.

Simbolo apostolico

(1) Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. (2) E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, (3) il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, (4) patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; (5) discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; (6) salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: (7) di là verrà a giudicare i vivi e i morti. (8) Credo nello Spirito Santo, (9) la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, (10) la remissione dei peccati, (11) la risurrezione della carne, (12) la vita eterna. Amen.

« Io direi che si vada a incominciare, dato che vedo che sono le quattro e cinque... eh?

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vi leggo la prima parte della formulazione del credo Paolo VI°.

“Credo in un solo Dio, padre onnipotente, creatore di tutte le cose, di quelle che vediamo e di quelle che non vediamo ancora. Nulla di tutto ciò che è o accade può sottrarsi alla sua volontà infinitamente provvidente e misteriosa. Nulla può impedire che si realizzi anche per me la sua volontà: che io sia per lui come un figlio, che lo conosca in una luce senza ombra alcuna, che lo ami nella gioia eternamente nuova della sua presenza. Nulla può impedirlo, se non la mia incredulità, il mio rifiuto, la mia meschina presunzione di figlio di Adamo che pretende di misurare i doni di Dio. Credo in lui e rinuncio a farmi misura del bene e del male. A lui chiedo luce per la mia intelligenza incerta, forza per la mia volontà fragile, adempimento della mia illimitata speranza di vita. Così sia.” Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Questo che io vi ho letto è in questo libretto che io ho trovato: il credo (se credete ve lo prendo anche per voi), e noi seguiremo praticamente questo libretto. E’... così... uno sviluppo, un po’... di approfondimento... appena appena... degli articoli del credo o simbolo apostolico. Riporta però sempre qui, in ogni scheda, diciamo, e gli articoli del simbolo apostolico e gli articoli del credo niceno–costantinopolitano, quello che più normalmente si dice nella santa messa, e che, appunto, si chiama niceno–costantinopolitano perché è stato formulato nella prima parte dal concilio di Nicea nel trecentoventicinque, specialmente la parte che riguarda Gesù Cristo, e nel concilio costantinopolitano prima del 381, specialmente per la parte che riguarda lo Spirito Santo e la chiesa. Poi riporta il credo di Paolo VI°, quel bellissimo credo che egli pronunciò, io non mi ricordo in quale occasione (credo che fosse in estremo oriente) e che è diventato famoso, appunto, come espressione moderna della fede cristiana, sia pure attaccata, attaccatissima alla tradizione.

Allora io comincio subito. Comincio subito anche perché mi sono accorto che il primo articolo del credo: “Credo in Dio padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”, è un po’ riassuntivo di tutta la fede, di tutto il credo cristiano. Se uno lo volesse sviscerare bene, domani mattina saremmo ancora qui... Credo comunque che andrò per le lunghe se voglio sviscerare tutto, un pochino; però nessuno di corre dietro, quindi io stesso, se vedo che vado troppo in là, ma voi anche potete interrompermi, anzi sarei contento che chiedeste spiegazioni, che aggiungeste ragioni vostre... Possiamo benissimo, è vero, fermarci a un certo punto, poi riprendiamo poi il discorso la prossima volta... [...] finiamo l’argomento... eh?

Credo. Credo, alle volte vuole dire, penso. Cioè, vi ricordo un episodio che mi è capitato poco fa, pochi giorni fa. Uno mi dice: “Hai saputo, eh? Che è stato il cardinale ... che ha fatto uccidere Giovanni Paolo I° – papa Luciani – perché voleva diventare papa lui”. Io gli ho risposto semplicemente: “Mo guarda che io credevo che tu fossi una persona intelligente, e invece adesso mi convinci che sei proprio un buono da niente anche tu”. “Credevo”, credevo cosa vuol dire lì? Pensavo: pensavo che tu fossi una persona intelligente, adesso mi ricredo perché mi dici una fandonia. Va bene? Delle volte noi diciamo credo nel senso, appunto, di “penso che sia così”, eh?

Delle volte credo vuole dire: ritengo vero ciò che un altro mi dice. Io gli credo, cioè, lui ha detto così, gli credo. Guardate che noi, ad esempio, di questi atti di fede, di questo tipo, lo facciamo tante volte quando scegliamo il giornale, leggiamo certi articoli, non leggiamo certi altri articoli, non leggiamo certi giornali... perché a uno crediamo, a un altro no, eh? O gli crediamo meno.

Delle volte vuol dire anche: mi affido; e questo proprio anche nel senso della “fides” latina che vuole dire anche fiducia. Anzi vi ricordo che, mentre noi cattolici abbiamo privilegiato il secondo senso del credo, cioè credere nel senso di ritenere vero quello che Iddio ci rivela, i protestanti in genere hanno privilegiato questo terzo senso: affidarsi a Dio. Indubbiamente anche la stessa fede nel senso di ritenere vero quello che Dio ci ha rivelato, ci ha detto, ci porta poi ad affidarci completamente a lui, cioè ad avere una mentalità di fede per cui sappiamo che Dio ci vuol bene e tutto fa per il nostro bene, anche se ci capiamo poco. San Paolo, mi sembra nella seconda a Timoteo, dice: “So, conosco colui a cui ho creduto e so che porterà a compimento il disegno che aveva”. Cioè, colui a cui ho creduto: al quale mi sono affidato; e quindi so che lui porterà a compimento la sua opera.



 

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