Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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Home Catechismo e pastorale Il Credo 02. Credo (5.12.2004) - Il Credo (5.12.2004)

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02. Credo (5.12.2004)
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E’ difficile, poi, nell’evoluzione... per quanto riguarda l’evoluzione, voi sapete che ormai è più che una teoria, è qualcosa cui aderiscono tutti, o quasi tutti, credenti e non credenti, insomma, va bene? Quindi anche noi aderiamo in genere, è vero, alla teoria della evoluzione (faccio però presente che non è una cosa certissima, ancora, perché ci sono dei salti di milioni di anni, e milioni di anni non sono una bazzeccola, no? Quindi... non diamo per certissimo tutto quello che non è certo) è difficile, poi, nella evoluzione... come dire... accettare certi salti, ad esempio dalla nonvita alla vita. Voi sapete che anche oggi riescono a produrre, vero, sementi... grani... eh? uguali a quelli naturali; cioè li... fabbricano... seminati non germinano, manca loro la vita; è difficile ammettere il salto anche tra la vita vegetale e quella animale, ad esempio; e tra quella animale e l’uomo. Per cui rimangono molti punti oscuri ancora nella teoria dell’evoluzione.

Ma la prima cosa che volevo mettere in chiaro è la differenza tra “evoluzione” ed “evoluzionismo”. E’ chiara a voi questa distinzione? No, non è chiara. E’ chiara? Allora, evoluzione vuole dire la teoria che... (teoria: un fatto più che teoria!) un fatto che un essere vivente, ad esempio, cambia secondo le situazioni in cui si trova a vivere e, per le necessità della sua vita, pian piano, vero, acquisisce nei lunghi tempi, vero, anche delle facoltà che prima non aveva, o specializza queste facoltà. L’evoluzionismo, come tutte le parole che finiscono in “ismo”, è, invece, una teoria. E’ una teoria che stabilisce che tutto è nato e si evolve attraverso, appunto, l’evoluzione; cioè crede che l’evoluzione sia alla base di tutto.

E sotto questo aspetto, appunto, c’è stata lotta (parecchia, direi) tra il “creazionismo” e l’“evoluzionismo”. Il creazionismo era quello che ammetteva un Dio creatore da cui derivava il tutto. Delle volte, almeno all’inizio, è vero, quando son cominciate queste discussioni nella seconda metà dell’ottocento, i creazionisti ammettevano che tutte anche le singole specie derivavano da Dio, perché nella bibbia dice... “produca ogni genere di specie, ogni genere di pianta, secondo la loro specie... ogni genere di animali, secondo la loro specie...”, quindi ogni specie era voluta da Dio direttamente. Poi, pian piano, si è accettato che forse una certa evoluzione c’è stata, però si ammette che ci sia un Dio creatore. L’evoluzionismo, invece, è quello che predica tutto è nato per evoluzione. Evoluzione, poi, da che cosa? Dal nulla...? E’ un po’ difficile ammetterlo, è vero? Ecco.

Io volevo rileggere a voi, perché mi sembrava di aver sintetizzato abbastanza bene, alcune note che io scrissi per quella... conferenza (chiamiamola così), o meditazione, che feci sul... “Riconoscere la vita: responsabilità di ogni uomo”, nella stazione quaresimale a San Martino in Rio il 5 marzo di quest’anno (non so se voi c’eravate...). Alcune note vorrei rileggerle perché mi sembra che fossi riuscito a sintetizzare, a scriverle in modo abbastanza convincente.

“Anzitutto la Vita non è la continuazione, e quindi la conseguenza casuale delle reazioni chimiche della materia:” ripeto qui delle idee cristiane “la vita è un UNUM’, una unità formidabile e inspiegabile. Pensate che il corpo umano è un organismo di circa 100.000 miliardi di cellule; e ogni cellula, già di per sé come una piccola industria completamente automatizzata,” ogni cellula “concorre al bene di tutto l’organismo.” quindi c’è un’unità formidabile! “Noi uomini, pochissimi miliardi di persone, non riusciamo ad andare d’accordo. Pensate che meraviglia l’unione di 100.000 miliardi di cellule!” che costituiscono un’unità formidabile.

Lasciamo il numero della finalizzazione che abbiamo già letto l’altra volta. Invece: “C’è poi nei viventi la ‘CAPACITA’ DI RIPRODURSI’. E’ un’altra delle meraviglie della vita naturale. E’ tale la voglia di crescere del corpo umano nel grembo materno, che, se le sue cellule continuassero a riprodursi, sezionarsi, specificarsi come nel tempo della gestazione, a 20 anni il corpo avrebbe un volume pari a un miliardo di volte la massa del sole. Veniva riportato da Il Giornale’ del 23 febbraio 2004, un pensiero di Laurence Moore: Dopo 150 anni” scriveva Moore “dopo 150 anni di scienza e di Darwin, dopo che l’uomo è riuscito a ricreare la vita in laboratorio, dopo una rivoluzione sessuale e una generazione cresciuta senza preghiere scolastiche, 9 americani su 10 credono ancora in Dio’. E aggiungeva sconsolato: Pensate che il 70% della popolazione è ancora convinto che Gesù sia il Figlio di Dio’. E’ una cosa grave, seria e preoccupante! Ma cosa volete aver creato voi? Voi avete preso quello che già esisteva: l’avete vivisezionato, diviso, manipolato, clonato, fotocopiato, e, magari dimenticando il fine voluto dalla natura, avete però dovuto seguire le leggi e le energie che la regolano per ottenere i fini da voi desiderati. Io sono certo che la Genetica porterà molti vantaggi per la salute umana. Ma non tutte le manipolazioni genetiche sono lecite: solo quelle che rispetteranno le finalità della natura, che Dio ha creato, non noi.”. Dio ha creato. Noi siam capaci di fotocopiare, di clonare...

“Andiamo avanti! Nella vita sulla terra appare a un certo punto la ‘SENSITIVITA’’. Gli esseri viventi sono resi capaci di percepire, di vedere, di gustare la natura, il mondo fuori di loro: hanno un’anima, per questo sono chiamati animali’. Sono strutturati in modo da procurarsi il cibo, da innamorarsi, da prestare attenzione, affetto” io ho scritto qui “educazione”, sarebbe più giusto dire addestramento “ai loro piccoli. Non essi hanno inventato queste strutture e se le hanno date, ma la natura... o l’Intelligenza che presiede la natura. Il ragno, ad esempio, tesse la sua tela, seguendo un logaritmo perfetto, con un filo di plastica sottilissimo ed elastico, che l’uomo ancora non riesce a produrre. Ma neppure il ragno ha organizzato la produzione e la commercializzazione di tale filo, bensì lo secerne dalle sue glandole. E se l’uomo domani vorrà essere in grado di produrre un filo uguale, dovrà studiare bene le ragnatele. Solo Dio crea; l’uomo, sfruttando le leggi e le forze della natura, è solo capace di copiare.”. Fino qui ci siamo? Eh?

Aggiungiamo, sempre sulla sensitività: “Vi ricordo anche che ogni essere vivente ha uno scopo intrinseco, ed uno estrinseco. Quello intrinseco riguarda la capacità di provvedere alla propria vita individuale e di essere attrezzato per la riproduzione della vita della propria specie. Quello estrinseco è di provvedere al bene della natura tutta, presa globalmente: ad es. un pesco, attraverso le radici, la fotosintesi, le foglie eccetera, provvede a svilupparsi come pianta e a produrre semi per la riproduzione della sua specie, ma attorno al seme produce un frutto così succoso e gustoso, che serve anche a uomini, insetti, uccelli, eccetera. La mirabile complementarietà tra il Regno vegetale e il regno animale la dice lunga al riguardo.” che c’è questo fine, anche, estrinseco: del bene della natura tutta “Ora i viventi inferiori servono a quelli superiori; anche gli altri animali debbono servire all’uomo. Indubbiamente noi, come inquiniamo aria, acqua e terra, così commettiamo molti abusi verso gli animali (vivisezione, giardini zoologici, modi scriteriati di cacciagione, eccetera). Dobbiamo però ribadire che l’uomo ha pure bisogno, ad esempio, di proteine e di grassi animali. Cioè, come in quasi tutte le attività umane, c’è abuso e uso.”, c’è un equilibrio da raggiungere, eh? Oh, ci siamo anche qui? Siete d’accordo?

“Finalmente appare nella vita sulla terra l’AUTOCOSCIENZA’, cioè la capacità di conoscersi e di agire liberamente. L’animale bruto vive, ma non sa di vivere; muore, rifugge istintivamente ciò che minaccia la sua vita, ma non sa di morire; soffre, ma della sua sofferenza non si fa problema. L’uomo invece sì, perché ha un’anima spirituale; ha un’anima cioè che vive nel corpo, è fortemente condizionata dal corpo, ma non dipende dal corpo nelle sue attività specifiche, che sono il pensare e lo scegliere liberamente (come dimostrato in chi dona liberamente” sottolineo questo “liberamente”, eh? “in chi dona liberamente la vita per un ideale, perché in quel momento egli va totalmente contro al suo corpo e alla sua animalità).”. Cioè, se uno viene ucciso a tradimento, perché... è un partigiano e io sono un tedesco e... allora lo uccido, quello lì non è che muoia liberamente, ma se uno offre liberamente la sua vita per un ideale (supponiamo San Massimiliano Maria Kolbe che offre la vita al posto di un altro, questo, in quel momento... San Massimiliano, in quel momento, andava contro all’istinto maggiore che noi abbiamo, che è quello della conservazione della nostra vita individuale. Quindi andava contro i suoi nervi, il suo istinto, il suo sangue... andava contro a tutto: non dipendeva in quel momento dal corpo, anche se viveva nel corpo).



 

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