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Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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Home Catechismo e pastorale Il Credo 02. Credo (5.12.2004) - Il Credo (5.12.2004)

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02. Credo (5.12.2004)
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Arrivati a questo punto, io ho messo: “Sgombriamo subito il terreno da dubbi e obbiezioni” che si sentono facilmente. Ad esempio: Beh, e l’uomo di Neanderthal e gli altri uomini, o ominidi perlomeno, che sono vissuti prima di noi, prima dell’homo sapiens, prima di noi?... E se su altri mondi trovano degli esseri intelligenti, degli animali intelligenti (come siamo noi, o magari anche più intelligenti), cosa succede? Non succede niente! Io dico: non succede niente! “Sgombriamo subito il terreno da dubbi e obbiezioni: quel Dio che, in un certo...” io la penso così, adesso ve la dico come la penso io, poi guardiamo “quel Dio che, in un certo momento della storia, ha unito a Sé personalmente un individuo umano, Gesù di Nazareth, tanto che in Lui viveva ed operava una Persona divina e non umana, non avrebbe potuto prendere una coppia di subumani, infondervi un’anima spirituale e farne i progenitori della attuale razza umana? A Dio nulla è impossibile! Altre forme di vita umana, prima della attuale razza o su altri pianeti, a noi non interessano: di loro si sarà interessato e si interesserà il SignoreDio, il quale è in grado di provvedere uno scopo adeguato a esseri pensanti e liberi.” (ag penserà Domine Dio! Non ci dobbiamo mica pensare noi! ...?). Però il ragionamento lo condividete? Oh, perché non è mica un dogma di fede questo qua! Questo qui è un pensiero che ho messo io.

Cioè, è possibile che a esseri subumani supponiamo scimpanzé, gorilla, che so io, vero... una coppia abbia infuso un’anima spirituale, perché nell’uomo abbiam già visto c’è un’anima spirituale. Abbia infuso un’anima spirituale, e ne ha fatti i progenitori dell’attuale razza umana. Non ha poche difficoltà questo, cioè: solo da quella coppia deriverebbe tutto il genere umano attuale, e nessun’altra coppia di animali inferiori si sarebbe evoluta in esseri umani. Ma che nessun’altra coppia si sia evoluta in esseri umani lo si vede, insomma: son rimasti scimmie, scimpanzé, eccetera... Difficile è ammettere che da un’unica coppia sia derivato tutto il genere umano attuale. Però, io dico: a Dio non era impossibile.

“Questa proclamazione della...” vado avanti poi dopo, eventualmente, se avete cose da dire poi le dite “questa proclamazione della spiritualità dell’anima umana non vuole essere denigrazione del corpo umano, che si rivela sempre più come lo strumento adatto (più o meno atto, più o meno efficiente) per un’anima spirituale, come il gesso serve a me per scrivere sulla lavagna, ma non è responsabile di ciò che scrivo. E come il gesso si consuma mentre io scrivo, così c’è una attività cerebrale anche quando penso o scelgo liberamente”. Cioè, il nostro cervello è sempre in attività: qualsiasi cosa noi facciamo, vero (quindi anche quando pensiamo), il cervello secerne un certo liquido, eccetera, eh? (cioè, c’è da sperare almeno che la gente, quando pensa, pensi anche col cervello, va bene?).

Mi ricordo che in una visita ai musei di Reggio, i musei che ci sono lì vicino a San Francesco, i musei civici, no? (c’è anche il museo... biologico, non so come si chiami, è vero... “Lazzaro Spallanzani”) Il direttore del museo ci spiegava, guardando il cervello: “Ecco, vedete? Di lì esce il pensiero umano, quella lì è una glandola [...] che secerne il pensiero umano”. Beh, “secerne”, quando l’uomo pensa secernerà qualche cosa, però non è il pensiero, eh? Cioè, noi abbiamo il corpo come strumento. Certamente nel corpo lo strumento principale è il sistema nervoso. Il sistema nervoso, in modo particolare il sistema cerebrospinale, però, insomma... certamente... direi quasi il sistema nervoso è il tradeunion tra il corpo e lo spirito, per così dire, però stiamo attenti perché c’è questa tendenza, da parte di certe correnti materialistiche, anche di scienziati, di ridurre tutto a attività cerebrale. Uno dei punti su cui ha insistito il cardinal Ruini, l’altra sera, al convegno in occasione del 50 di sacerdozio suo, al teatro “Valli” di Reggio, e su cui insiste adesso, vero (c’è un convegno a Roma), proprio per affrontare il problema culturale. Il problema culturale, e uno dei problemi che devono affrontare è questo: stiamo attenti a non ridurre tutto ad attività cerebrale e, comunque, biochimica e basta.

Bene, poi mi direte se voi avrete da fare obiezioni [...]

(un presente n.d.r.) Quindi allora una persona che non pensa può avere l’anima lo stesso, insomma... anche se non ha capacità di pensare...

(risposta n.d.r.) ... Anche perché sembra pacifico che anche quelli che sembra che non pensino (no? Certi handicap gravi) soprattutto non riescano ad esprimere sé stessi, manca il mezzo di espressione del proprio animo, più che mancare l’anima, comunque l’animo c’è (l’animo spirituale), eh? Certo che, per coltivare questo animo, è necessario che noi ci arriviamo attraverso i sensi, le esperienze dei sensi... è attraverso questi che normalmente noi ci formiamo le idee e cominciamo a ragionare, a giudicare, a pensare, eccetera, eh? Indubbiamente.

(riprende: n.d.r.) Però, dal punto di vista dell’anima, l’uomo si distingue dall’animale; e questo è così perché lo dice la rivelazione o è così perché l’uomo produce pensiero e quindi è libero di decidere (usa l’arbitrio) mentre gli animali non possono fare questo? Cioè, voglio dire, è il pensiero che ci distingue dagli animali, è il libero arbitrio, oppure noi abbiamo l’anima, e quindi siamo diversi dagli animali, e questo ce lo ha detto Dio, ed è così perché è scritto nella rivelazione (Dio creò Adamo ed Eva... eccetera)?

(risposta n.d.r.) Come oggetto di fede è un dato della rivelazione, cioè, in quanto noi lo crediamo lo crediamo per fede, però è un dato che si può provare anche filosoficamente, insomma, ecco, quindi anche con la semplice ragione umana noi riusciamo a capire che l’uomo, proprio perché pensa e sceglie liberamente è indipendente dal corpo. Spirituale, infatti, vuol dire quello: che non dipende dal corpo. Questo ce lo dice già la filosofia. Del resto i grandi filosofi greci, che sono i maestri del pensiero di tutti i tempi, insomma (Socrate, Platone, Aristotele sono i grandi maestri), avevano provato la spiritualità dell’animo umano, eh?

Avevano parlato anche di immortalità, ma, ecco, sull’immortalità che è una conseguenza, se volete, della spiritualità però io non ci giocherei neanche quel capello caduto lì, se non fosse venuto Gesù Cristo ad assicurarci che l’anima nostra è immortale e siamo destinati al paradiso e alla vita eterna, capisci? Ecco. Cioè, se dovessimo andare solo a base di ragionamenti, potrebbe anche annullarsi, annichilirsi, l’animo umano... ve bene... come ha cominciato ad esistere, cessare anche di esistere. Trovo questo, insomma: in quanto è semplice, di per sé, non è sottoposta a decomposizione, come, invece, è soggetto il corpo, eh? Questo sì.

Ci veniamo sopra anche qui perché è un punto, per me, tra i più difficili [...] la spiritualità dell’animo umano. Verità della nostra fede da salvaguardare accettando l’evoluzione, la teoria dell’evoluzione. Ci sono varie verità, io ne ho scritte otto, può darsi che siano anche di più, comunque...

Primo. Dio è assolutamente distinto dal mondo. Cioè, nonostante l’evoluzione non dobbiamo arrivare a pensare che Dio che è l’Essere si identifichi con la natura materiale, va bene? Dio è distinto dal mondo.

Secondo. L’evoluzione è voluta da Dio, che conduce tutto al suo fine. Cioè, l’evoluzione non è qualcosa che viene a caso, o per delle cause seconde... che fanno così che si evolva in questo modo o in quest’altro (certo, le cause seconde ci sono, ma tutto è voluto da Dio che ha portato tutto al suo fine, in modo particolare alla creazione, all’apparizione dell’uomo sulla terra), va bene?

Terzo. Nulla, nell’evoluzione, è indipendente dalla volontà di Dio. Nulla, perché Dio regge tutto [...].

Quarto. Tutto è in funzione della vita, e della vita intelligente (proprio come scopo).

Quinto. Il monogenismo. Ecco, a riguardo del monogenismo... monogenismo vuol dire che la razza umana deriva tutta dalla stessa coppia. Intendiamoci: se guardassimo solo la Genesi, la Genesi parla di Adamo ed Eva e ne parla come due persone, singole, tant’è che dice che si accoppiano... da loro nasce un figlio... eccetera, ne parla come di persone singole, ed è sempre stato pensato così, però dato che “Adam” vuol dire uomo, ultimamente anche vari teologi pensano che sia l’uomo che ha peccato, è l’umanità che pecca in questo modo. Ora, questo in parte è vero, cioè: si chiama peccato originale quello di Adamo ed Eva perché è all’origine anche dei nostri peccati. Se voi ci pensate anche i nostri peccati sono sempre una ribellione a Dio, un volere mettere al centro noi stessi e non Dio, un volere decidere noi stessi quello che dobbiamo vare, gestire la nostra libertà come intendiamo, no? E’ sempre, in qualche modo, all’origine dei nostri peccati, quindi si potrebbe anche intendere così.

Però chi ci parla di Adamo come persona singola è soprattutto San Paolo. San Paolo, nella lettera ai Romani, dice, ad esempio (leggo alcuni versetti): “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. ... Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini. E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti”.

E’ difficile non andare contro a queste frasi di San Paolo, è vero, che dice: uno solo è caduto, quindi tutti siam caduti... uno solo ha peccato, quindi tutti abbiam peccato... uno solo ha meritato la morte, quindi tutti moriamo... uno solo ha disobbedito, quindi tutti siamo diventati disubbidienti... No, dico... bisogna stracciare questa pagina per non ammettere che si tratti di uno che ha dato origine al peccato ancora prima del genere umano. Allora, ecco, monogenismo, noi crediamo che da un’unica coppia è nato tutto il genere umano. Questa è una di quelle verità che dobbiamo salvaguardare.

I nostri genitori l’abbiamo detto anche adesso i nostri due genitori hanno conosciuto una prova e una caduta morale che ha modificato il loro rapporto con Dio e con il creato, anche con il creato. State attenti a cosa dice, poco più avanti, San Paolo sempre nella lettera ai Romani: “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa e nutre la speranza” naturalmente dà una personalità alla natura tutta, insomma “di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”. Quindi anche la natura è stata, in qualche modo, condannata per il peccato dell’uomo e l’uomo... si trova in una situazione diversa, nei riguardi della natura, di quello che non era nei disegni di Dio originali.



 

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