Mandriolo nella rete

sito della parrocchia della Santissima Annunziata in Mandriolo (Correggio, RE)

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21.2.2010

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Domenica 24 gennaio 2010

I Quaresima (C) – I
S. Pier Damiani
Letture:
Dt 26,4-10
Salmo 90:
«Resta con noi, Signore,
nell’ora della prova.»
Rm 10,8-13
Lc 4,1-13

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

« Siamo giunti, ancora una volta, alla Quaresima,

Tentazione
che si potrebbe dire è il periodo più santo di tutto l’anno, perché le letture che si fanno nelle sante Messe, anche feriali, i riti, le prescrizioni della Chiesa, le abitudini dei popoli cristiani... è proprio quello di santificare in modo particolare questo tempo che ci prepara alla celebrazione della Pasqua, che come celebrazione è poi un memoriale, cioè non è solo il ricordo della Pasqua, della resurrezione [...] ma è un ripetere per noi quel mistero di morte e resurrezione che celebriamo per Pasqua.

E come ogni anno la prima domenica di Quaresima e caratterizzata, come vangelo, dal Vangelo delle tentazioni di Gesù. Quest’anno – anno “C” – ce le presenta l’evangelista Luca. Abbiamo sentito appena adesso la lettura del Vangelo.

Che cosa è la tentazione? Perché anche di Gesù si dice è stato tentato... Lo dice anche il vangelo di oggi, e dice che il diavolo, visto che non era riuscito a far cadere in un tranello Gesù, si allontanò per ritornare al momento fissato. Il momento fissato è quello della agonia di Gesù nel giardino del Getsemani, quando comincia la sua passione e dove sarà catturato dai soldati del sommo sacerdote... seguirà il processo, la tortura, la morte.

Ma adesso, invece, questa prima tentazione, che cosa è? Perché la Lettera agli Ebrei dice che Gesù è stato tentato in tutto fuorché nel peccato. Simile a noi in tutto fuorché nel peccato. Quindi è simile a noi fino alla tentazione, ma nel peccato no. Anzi, si addosserà il nostro peccato e lo riparerà nel suo corpo.

Noi chiamiamo tentazione qualsiasi cosa o persona o avvenimento o atteggiamento o comportamento di altre persone che possono indurre noi al male. La tentazione è soprattutto questa. Poi col nome di tentazione alle volte si chiamano anche tutte le altre prove che ci sono nella vita: soprattutto la sofferenza fisica e le disgrazie. Queste sono tentazioni. Sono cose, cioè, che ci possono portare al peccato.

Vediamo anzitutto due versetti del Siracide, il libro del Vecchio Testamento scritto circa duecento anni prima di Cristo: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui”. Ecco le prove, le tentazioni. Che non sono, quindi, un male in se stesse, sono anzi un trampolino di lancio verso la perfezione, verso la santità, se uno sa superare queste prove.

Ha ragione a dire: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione”. Cioè, è più facile che siano tentati, che siano provati anche con sofferenze varie coloro che vogliono essere di Dio che non gli empi. Gli empi sembra che stiano sempre bene, loro fanno fortuna sulla terra...
E i rabbini, cioè i maestri degli Ebrei, spiegano questo fatto in questo modo: cioè, nessuno di noi è tanto cattivo da non aver fatto qualche opera di bene, e allora agli empi è riservato qualche piacere, qualche risultato, qualche benessere, cose di piacere, cose di questo mondo. Perché poi il Signore sa che dovranno scontare, invece, una pena eterna per il male che hanno fatto. Questa è una supposizione dei rabbini. Io l’ho messa lì... e basta.

Piuttosto il Libro della sapienza ci dice: “... il fascino delle cose frivole oscura tutto ciò che è bello e eccita la passione”. Quindi anche il bene (chiamando bene in senso molto generico, cioè la salute, i soldi... il benessere, insomma), anche il benessere può essere una tentazione. Può essere una tentazione nel senso che ci distoglie dallo scopo vero della nostra vita e ci fa vivere da mondani, quindi da empi.

San Paolo, però, rassicura, nella Prima ai Corinzi, rassicura i cristiani così: “Dio, infatti, è degno di fede e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma insieme con la tentazione vi darà anche il modo di uscirne per poterla sostenere”. Da San Paolo quindi abbiamo l’assicurazione che non c’è assolutamente male nella tentazione, ma anzi il Signore sa dosare bene la tentazione secondo la capacità, di colui che ha la tentazione, di resistere alla tentazione. [...]

Infatti, nel “Padre Nostro” noi diciamo: “E non ci indurre in tentazione”. Beh... Iddio può indurre in tentazione? ... Sentiamo cosa dice la Lettera di Giacomo a questo proposito: “Beato l’uomo che resiste alla tentazione, perché dopo averla sopportata riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno quando è tentato dica: ‘sono tentato da Dio’, perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno, piuttosto, è tentato dalle proprie passioni che lo attraggono e lo seducono. Poi le passioni concepiscono e generano il peccato e il peccato, una volta commesso, produce la morte”.

Allora, Dio non può essere tentato e non tenta nessuno. E allora perché noi diciamo “e non ci indurre in tentazione”? ... Perché abbiam visto che la tentazione è un trampolino di lancio verso il bene, verso la santità, e quindi non possiamo trattare la tentazione come se fosse qualcosa di orribile sempre. No. Ecco perché noi dobbiamo essere sereni anche nella tentazione, e affidarci a Dio e dirgli: non ci indurre in tentazione.
Quali tentazioni? Perché ciascuno di noi, tentato, può resistere alla tentazione o può cedere alla tentazione. Chiediamo al Signore, che è onnisciente e che sa come andrà a finire la cosa, di liberarci da quelle tentazioni che capisce che per noi saranno deleterie e ci porteranno al male, ci porteranno al peccato. Questo è il senso del “non ci indurre in tentazione”.

Potremmo poi dire, tanto per finire questa chiacchierata, che tutta la vita in certo senso è una tentazione: la vita quaggiù è una prova. E’ una prova, poi ci sarà un esame; se supereremo l’esame siamo beati per sempre, per l’eternità in cielo. Ma se non superiamo l’esame, allora andiamo male, eh, ragazzi... Tutta la vita qui è una prova.
C’è chi è tentato veramente dal demonio; c’è chi è tentato dalle proprie passioni, dai propri istinti; c’è chi è tentato dalla mentalità che assorbe, che sente, che penetra in lui come l’umidità, la mentalità moderna; c’è chi è tentato nel senso che soffre, e c’è della gente che soffre per tutta la vita, per anni interi. Quindi tutti noi abbiamo la nostra tentazione. L’importante è che ci sia quella adesione a Cristo fondamentale che ci fa essere in continuo contatto, colloquio con lui, intimità con lui, perché allora noi potremo chiedere a Gesù quello che vogliamo ed egli ce lo darà. Così sia.

Sia lodato Gesù Cristo. »



Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 22:25  

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