« Note per lo spettatore. La vicenda costituisce il seguito del “Barbiere di Siviglia”, dello stesso autore. Rosina ha sposato il conte Almaviva, mentre Figaro è ora maggiordomo - factotum del castello di Aguas - Frescas. L’ex barbiere ama, riamato, Susanna, cameriera confidente della contessa. Il matrimonio è imminente. Ma il conte, il cui amore per la moglie comincia ad affievolirsi, fa una assidua corte a Susanna.
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Un altro problema è costituito dalla matura Marcellina (governante di Bartolo, ex tutore di Rosina) che aveva prestato tempo prima del denaro a Figaro, dietro formale promessa di matrimonio. Susanna avverte sia la contessa sia Figaro delle intenzioni del conte e i tre decidono di allearsi contro di lui, sfruttando la sua gelosia per il giovane paggio Cherubino, perdutamente innamorato della contessa. Figaro comincia col fargli credere, tramite un biglietto anonimo, che un galante cerca di incontrare Rosina. Dopo una serie di peripezie il conte si accorge di essere stato gabbato e decide di aiutare Marcellina a far valere i suoi diritti. Ma allorché, grazie alla complicità del giudice, egli riesce a costringere Figaro a restituire immediatamente il prestito o a sposare Marcellina, si scopre che costei è la madre di Figaro. Intanto la contessa ha convinto Susanna a fingere di concedere al conte un appuntamento, al quale si recherà lei stessa nei panni della cameriera. Un imprevisto mette però Figaro a conoscenza dell’incontro. Credendosi tradito, si nasconde per sorprendere la fidanzata col conte allorché si imbatte proprio in Susanna che, travestita da contessa, gli rivela lo scherzo organizzato ai danni di Almaviva. Sopraggiunge poi il conte che, nell’oscurità crede di scoprire la moglie con figaro e offeso decide di vendicarsi. A svelare l’inganno compare la contessa e tutto si aggiusta: il conte pentito ottiene il suo perdono e Figaro sposa felice Susanna. La commedia del 1778, tra le più intricate ed intriganti del teatro, è divenuta poi il libretto dell’opera di Mozart “Le nozze di Figaro”, di cui nel presente allestimento non mancano citazioni.
Gli spettacoli precedenti della compagnia:
- LA PICCOLA CITTÀ, di T. Wilder, 1995
- IL DIARIO DI ANNA FRANK, di Goodrich e Hackett, 1997
- IL DIARIO DI ANNA FRANK, di Goodrich e Hackett, 1997
- ANNA DEI MIRACOLI, di W. Gibson, 1998
- CIRANO DI BERGERAC, di E. Rostand, 1999
- PROCESSO A GESU`, di D. Fabbri, 2000
- A QUALCUNO PIACE CALDO, di B. Wilder, 2001
- IL CAMPIELLO, di C. Goldoni, 2002
- IL CARDINALE LAMBERTINI, di A. Testoni, 2005 »
« Il mio amico e collega Fabio Cagarelli mi ricorda che recita alle 21.00 al teatro di Mandriolo. Sono anni che fa parte di quel gruppo, ma io non sono mai riuscita a seguirlo.
Alle 8.40 sono lì, nel teatrino a fianco della chiesa, al quale si accede da una porta aperta sotto la scala. Era probabilmente un pezzo della sagrestia.
“La folle giornata” ovvero il matrimonio di Figaro, è una storia complicata da colpi di scena che si susseguono; il dialogo è fitto, molti i cambi di scena e di luci.
I due giovani attori che aprono la rappresentazione si esibiscono, usando un’ottima dizione, in un piccolo spazio che, man mano la storia procede, diventa sempre più ampio. Sono gli accorgimenti scenici, la regia e la fantasia che arrivano a trasformare il piccolo palco in un grande giardino, con la luna, gli alberi, i nascondigli da cui entrano ed escono i personaggi con vari cambi d’abito.
La qualità è alta. MA NON DOVEVANO ESSERE DEI DILETTANTI?
Poco a poco la sala viene utilizzata tutta: le porte, i corridoi, il proscenio che quasi tocca il pubblico. Figure di dame, servette e servitori, nobili, bifolchi, rigorosamente abbigliati secondo l’epoca, parrucche comprese, trascinano nella vicenda coinvolgendo chi è spettatore, senza un attimo di noia. Si inseriscono due soggetti estranei: un napoletano in scarpe da ginnastica e un fotografo, come un curioso stimolo a ricordare che è tutta finzione.
Bella idea! Bello tutto, BRAVI! Bravo Giorgio Grisendi! Io ho fatto venticinque anni di regia coi dilettanti e sono piena di ammirazione per un lavoro così ricco di professionalità anzi, impreziosito di grandi, piccole e minuziose attenzioni.
È STATA VERAMENTE UNA SERATA MAGICA! Sono contenta di poter dire che c’ero anch’io. »
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