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1999. Cirano

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Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro. Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.

«Ci sono momenti in cui nessun particolare sorride, nessuna timida luce splende... Siamo circondati da una intollerabile spietatezza, da un silenzio ostinato. Dove potrà mai nascondersi in questi momenti, l’armonia del mondo? I suoi ultimi seguaci - questi viandanti, questi ospiti, che per nostra fortuna abitano ancora tra noi - non cedono ancora. L’armonia del mondo è il contrario di ciò che esiste: un’immagine che la fantasia insegue nella mente e ricrea con parole pure; e perciò, malgrado tutto, dobbiamo adorarla.»

Pietro Citati, l’armonia del mondo

anno 1999
«Cirano di Bergerac»
di Edmond Rostand
Laboratorio di teatro

La commedia, scritta nel 1897, colloca la vicenda nella Francia del XVII° secolo. Cirano, poeta e spadaccino, ama la bella Rossana: ma, afflitto da un naso deforme, non osa confessarglielo. Rossana, invece ama Cristiano di Neuvillette, giovane di bella presenza ma privo di spirito. Sarà Cirano, sotto il balcone della fanciulla, a suggerirgli le frasi dolci e galanti che la conquisteranno. I due giovani si sposano: ma viene la guerra e Cristiano muore. Rossana si ritira in convento e lì Cirano va a trovarla assiduamente. Si reca da lei anche il giorno in cui, a tradimento, è stato gravemente ferito. E quando, ormai in fin di vita, si lascia sfuggire il suo segreto, Rossana capisce di aver amato attraverso la bellezza di Cristiano l’anima di Cirano.


Riportiamo la recensione dello spettacolo del giornalista Marco Truzzi pubblicata sulla gazzetta di Reggio
Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro. Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.
Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro. Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.
CORREGGIO. La compagnia teatrale di Mandriolo ha di nuovo fatto centro: mettendo in scena "Cyrano di Bergerac", il capolavoro di Edmond Rostand scritto nel 1897, i ragazzi correggesi guidati dal regista Giorgio Grisendi hanno ottenuto un grande successo di pubblico. In ognuna delle sei rappresentazioni eseguite è stato registrato il tutto esaurito. Anche Domenica, infatti, il piccolo teatro parrocchiale di Mandriolo (circolo anspi S. Luigi Gonzaga) non è riuscito a contenere tutti coloro che avrebbero voluto assistere allo spettacolo, sebbene alcuni spettatori siano stati ugualmente fatti entrare pur essendo già esauriti i posti a sedere.

Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro. Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.
Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro. Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.
La vicenda di Cyrano, poeta e spadaccino nella Francia del XVII secolo, è molto conosciuta, eppure in questa interpretazione (quasi due ore di messa in scena) emergono alcune novità rispetto alle interpretazioni classiche. "Abbiamo cercato di dare un tocco di modernità all'intera vicenda - racconta Grisendi - di far emergere il sentimento di solitudine del protagonista. La diversità fisica di Cyrano risulta, in questo modo, quasi un paradigma della sua diversità interiore, culturale e psicologica".

Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro. Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.
La compagnia, interamente composta da "non professionisti", ha cominciato a lavorare sul soggetto all'inizio di Settembre, procedendo ad un ritmo di tre-quattro sere a settimana:un impegno certo non da poco, considerando che occorreva far concordare gli impegni dei 17 attori e dei sei membri della troupe. Importanti contributi sono inoltr giunti dal gruppo sbandieratori di Quattro Castella per quanto riguarda i costumi. Alcuni attori si sono sottoposti a qualche lezione di scherma, grazie all'esperto Uber Camurri e alla società Koala di Reggio. Ora, però, Cyrano continuerà ad amare la sua Rossana lontano da occhi indiscreti: motivazioni di natura tecnica hanno infatti sconsigliato una replica in un teatro più capiente. Un vero peccato, l'unico.

Cirano di Bergerac (Edmond Rostand). Anno 1999. Laboratorio di teatro.
« A sipario chiuso »
tratto da “2 parole in famiglia”
bollettino parrocchiale
edizione n. 20, dicembre 1999.
Ora che il naso di lattice, cui l’illusione del palcoscenico aveva dato vita, è stato riposto nella scatola dei trucchi, che rimane di Cirano? Il contagio della sua inesausta tensione ideale, la forza dell’utopia - vorremmo sentirci rispondere.
Perché in questo si è fin dall’inizio creduto, optando subito, anziché per la vecchia traduzione in rime, per un linguaggio più moderno e immediato, che esaltasse l’ispirazione poetica del contenuto e ne illuminasse il senso profondo.

La Compagnia ringrazia:
Ilva Manicardi per il trucco
Uber Camurri per la consulenza schermistica
La Compagnia GIROTEATRO di Cadelbosco
La Società di scherma KOALA di Reggio E.
Il gruppo Sbandieratori di Quattrocastella
Quale? La piuma bianca: il segno di una integrità morale difesa con nervosa passione fino alla morte, nonostante l’apparente fallimento; non con la spavalderia baldanzosa e fracassona della tradizione mattatoriale, ma con la lucida, sofferta consapevolezza della propria “diversità” e solitudine, filtrata ora dal sarcasmo, ora dall’ironia. E la stessa luce eroica, proiettandosi sui sentimenti dell’amicizia e dell’amore li fa risplendere nella loro pura essenza, oggi sempre più svilita, di valori assoluti.

In quest’ottica ogni segno espressivo (dal gesto alla musica, dal balcone alle foglie, alla luna...) collocato nella profondità astratta di una scena nuda, diviene funzionale nella sua nitida essenzialità. Perché così vuole il teatro: attraverso l’emozione provocare le idee. E se nel buio dilagante dell’indifferenza e della volgarità quotidiana, pur con i nostri limitatissimi mezzi, saremo riusciti a risvegliare la coscienza della nobile grandezza dell’anima, a suscitare un po’ di nostalgia d’infinito, il nostro lavoro non sarà stato vano.

(Nella foto, Gabriele Pavan, Cirano)

Giorgio Grisendi

Riduzione e traduzione



 

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