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1992. Non si dorme a Kirkwall

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Non si dorme a Kirkwall (Aldo Perrini). Anno 1992. Laboratorio di teatro. Non si dorme a Kirkwall (Aldo Perrini). Anno 1992. Laboratorio di teatro.

Commedia – giallo – brillante, in tre atti

Un... giallo!

«Sì: un giallo, ma comico, e per di più, interpretato dai giovani... ssimi di Mandriolo.

Ci siamo trovati in tanti, quella sera, per lo spettacolo “NON SI DORME A KIRKWALL”, tanti che il teatrino zeppo ha costretto alcuni gruppi a tornarsene a casa. Due ore di simpatico divertimento con interpreti ottimanente caratterizzati nel loro modo di recitare, di gestire, di muoversi, nei loro costumi, in un’atmosfera di luci, colori, suoni, rumori, che sostenevano con efficacia, ironia, suspense e grazia, la storia.

anno 1992
«Non si dorme a Kirkwall»
di Aldo Perrini
Laboratorio di teatro

Anima di tutto è stato il prof. Giorgio Grisendi, educatore dei nostri giovani oltre che abile regista dello spettacolo. Giorgio dice che questa esperienza non vuole essere teatro per il teatro, ma un vivere insieme e in modo creativo alcuni momenti di allegria, di fatica, di costruzione di un qualcosa da comunicare agli altri.

E i costumi così azzeccati?
Sì, sì, li abbiamo cercati un po’ dappertutto con la collaborazione di Alessandra. E i trucchi? Angela!
Quanto tempo per preparare il tutto! Abbiamo iniziato a fine agosto. L’impegno richiesto ai giovani non è stato poco, ma il risultato li ha certamente gratificati.

E il testo? È un testo un po’ datato; è pre–conciliare, ma con spunti simpatici e divertenti, e con un certo contenuto interessante. Il testo, opera di Alberto Perrini, è stato pubblicato nel 1955. Tra i primi allestimenti si ricordano quelli di Gianfranco De Bosio e di Sandro Bolchi.

Andrea Guaitolini, attore “perno” insieme ad Andrea Amaini, così legge la sua fatica: “Questa attività è stata impegnativa. Se da un lato ha richiesto molto tempo, dall’altro è stata un’occasione per stare insieme e per divertirsi. Portare a compimento un lavoro, poi, dà sempre grande soddisfazione. Durante il periodo delle prove, è capitato di avere difficoltà di tempo per impegni scolastici o altro; ora, però mi spiace che tutto sia finito”.

E i genitori? Abbiamo visto soddisfazione anche nei loro volti: questi figli che scappavano in parrocchia così spesso per fare le prove, in fondo in fondo, facevano anche piacere. Un gruppo che lavora così è un aiuto notevole anche per la famiglia.

Ragazzi, GRAZIE!»

Di Gianna Menozzi
tratto da «2 parole in famiglia»
edizione n. 4, Natale 1992
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