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«Storia di Natale»
un bellissimo racconto fantastico in cui Scrooge,
l’avaro e arido protagonista, grazie all’aiuto dei fantasmi,
riesce a comprendere l’importanza della solidarietà
e dello spirito del Natale.
Di sicuro Charles Dickens quando nel 1843 diede alle stampe la Storia di Natale non poteva immaginare che il mondo dei cartoni animati disneyani avrebbe dato un contributo decisivo alla continuità della fama e del successo nel tempo di questo racconto. In effetti i tipi stilizzati e fissati successivamente su un solo carattere distintivo del sistema dei personaggi di Disney hanno molto in comune con il vecchio Scrooge, per tutta la vita avaro senza sfumature, e con l’umile Bob Cratchit, subalterno senza un moto di ribellione. Ma ancora più affine è l’atmosfera della fiaba, che nelle ingiustizie, nelle contraddizioni e nelle sofferenze della realtà quotidiana continua ad offrire l’evasione della speranza.
Diversamente dai lunghi romanzi a puntate qui ci troviamo di fronte ad uno svolgimento breve, in cui la crescita morale del personaggio non può avvenire nei tempi lunghi dell’esperienza del mondo. Entrano così in gioco quei fantasmi che aiutano lo scrittore a compiere il miracolo: far ritornare indietro il tempo. Sembra essere questo il nocciolo del racconto e, forse, della stessa solennità del Natale. Quello che, per esempio, nella mitologia laica del Foscolo, è il potere dell’immaginazione e della memoria, l’illusione che mantiene in vita i morti, qui ha le fattezze di un fantasma. E’ lo stesso "fantasma" che è a fianco di chi scrive nella speranza di cambiare qualcosa nel mondo. Ma è anche lo stesso fantasma che ci assiste ogni volta che, sedotti dalla magia della parola, ci lasciamo andare nel mondo di un libro. Certo, tornati alla realtà, non si è operato in noi un cambiamento tanto evidente e radicale come quello avvenuto in Srooge. Tuttavia ogni libro che si legge modifica il nostro modo di stare nel mondo, oltre che insegnarci a viaggiare in tanti universi paralleli: chissà poi che in qualcuno di questi universi non capiti di provare ancora maggiore simpatia per Bob che, assieme alla sua famiglia, insorge e si conquista quei diritti che in Storia di Natale Srooge gli riconosce solo dall’alto della sua fiabesca magnanimità ritrovata. (dalla prefazione a Storia di Natale, C. Dickens, casa editrice Demetra, Collana Acquarelli, lire 5.000).
tratto da: http://www.babbonataleonline.it/
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