Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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Home Teatro Gruppo Teatrale Mandriolo (GTM) 1972. Romeo e Giulietta

1972. Romeo e Giulietta

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Romeo e Giulietta

DOMENICA 29 OTTOBRE
MERCOLEDÍ 1 NOVEMBRE
VENERDÍ 3 NOVEMBRE
SABATO 4 NOVEMBRE
DOMENICA 5 NOVEMBRE
TEATRO DI MANDRIOLO
ROMEO E GIULIETTA
DI WILLIAM SHAKESPEARE
messer montecchi
messer capuleti
paride
romeo
mercuzio
benvolio
tebaldo
frate lorenzo
frate giovanni
baldassarre
gregorio
pietro
servo
madonna montecchi
madonna capuleti
giulietta
balia
I dama
II dama
III dama
fernando foroni
giorgio grisendi
enzo maramotti
paolo bernardelli
giorgio rustichelli
adolfo ghidoni
gianni rustichelli
corrado lugli
uber ligabue
corrado bassoli
erio rossi
armando casarini
roberto bocedi
grazia magnani
fulvia rustichelli
rita casarini
sara liuzzo
vincenza cerri
graziella grisendi
simona rustichelli

consulenza e collaborazione di arrigo vezzani
tecnico delle luci: giovanni cerri
tecnico del suono: uber ligabue

la compagnia ha curato:
     la riduzione e l’adattameno del testo in due parti
     la realizzazione delle scenografie
     la realizzazione dei costumi
     l’esecuzione delle coreografie

LE RAGIONI DI UNA SCELTA

L’obiettivo che si è sempre proposto il nostro gruppo di fronte alla scelta e all’esecuzione di un testo non è mai stato quello di lanciare messaggi (che da qualsiasi parte vengano finiscono comunque con l’essere di parte o addirittura di partito) ma di rappresentare la vita.

Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972. Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972.

Il pericolo di fare un teatro senza idee, l’accusa di farlo con fine esclusivamente ambizioso o edonistico è ado ogni istante pronto all’angolo. Ma se gusto c’è da parte nostra, è quello di rappresentare l’uomo, la sua esistenza, i sentimenti che l’hanno spinto, le ragioni che l’hanno mosso a fare o non fare una determinata cosa in un determinato momento.
Vista in questa prospettiva ogni scelta trova una propria dimensione di attualità. In fondo che cos’è il teatro se non la trasposizione della pagina scritta, la quale a sua volta, è lo specchio della vita? Che cos’è se non il ritrovamento, la riproduzione (non soltanto archeologica), la ricreazione di un ambiente, di una situazione, di un momento nella storia o nella cronaca della vita degli uomini?

Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972. Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972.

Allora anche la scelta di un testo conosciuto e “scontato” per l’uso, come appunto “Romeo e Giulietta”, privo, all’apparenza, di sicuri ancoramenti ideologici (e questo potrà forse indisporre certi “intellettuali” politicizzati e politicizzatori di tutto) trova la sua ragione d’essere e la sua giustificazione.
E ritrovarsi in questi personaggi, in Romeo, in Giulietta, in tutto quel mondo ora variopinto e chiassoso, ora straziato e dolente, ma sempre e comunque vivo che ruota loro attorno, riscoprire in quei personaggi l’eco, purificata dal sentire superiore d’un poeta, del proprio sentimento, capire che in fondo l’uomo non è cambiato, che è sempre lo stesso, questa è la magia, l’arte misteriosa e meravigliosa del teatro.

SPUNTI RICAVATI DALL’OPERA

Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972. Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972.

“Romeo e Giulietta” è opera difficilissima da realizzare proprio perché apparentemente facile, addirittura scontata. Lo spirito dell’opera necessita di uno studio e di una passione sinceri pena la banalità e la superficialità. Ogni scena, ogni personaggio, ogni situazione, ogni replica sono state sottoposte ad un esame originato sempre dall’intuizione prima che dal ragionamento. La considerazione attenta e singolarmente discussa delle possibilità espressive e drammatiche del testo ha fornito le premesse per il suo sviluppo in sede di realizzazione scenica.
Dunque, si è cercato di scoprire il testo, di figurarlo mentalmente e di riprodurlo al fine senza troppe suggestioni scontate. Con ciò si tenta di evidenziare motivi scenici vari e disparati, fermo restando il carattere tragico del lavoro per quanto riguarda il momento conclusivo.

Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972. Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972.

I Motivi da rilevare sono anche il patetico, il sarcastico, il tragico, il comico, il tragicomico, l’alienato.
I Motivi della commedia, chè tale è l’opera, almeno nella prima parte, traspaiono o sono sottintesi nel dialogo e nella struttura delle scene. Proprio per la presenza di un vasto mondo irridiato di sottile inquietudine o di sgargiante, dissennata allegria, la tragedia s’impone come un dato quasi inatteso e per questo maggiormente crudele. La vicenda diventa grande nel momento in cui, nell’ultima parte, si traduce in tragedia. Le cause di essa, però, pur sentite sinceramente dai protagonisti, per ciò che riguarda l’ambiente e il riecheggiare che il sentimento amoroso ha su di esso, appaiono sotto una luce di meschinità. Ci è piaciuto vedere allora che il fato smosso dapprima per una soluzione destinata in teoria a smontare gli egoismi, ride esso stesso sarcasticamente di chi ha pensato di potergli sfuggire. La tragedia diventa grande e vera quando al compromesso e al gioco portato all’estremo, l’incerta componente del mistero delle umane cose si impone su tutto come finale trionfatrice.

Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972. Romeo e Giulietta (William Shakespeare). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1972.

5 ANNI DI ATTIVITÀ

La Compagnia dei Giovani si è andata formando nel corso degli anni ’67, ’68, ’69. Il primo spettacolo risale al Natale del 1967. Fu la prima Sacra rappresentazione realizzata in chiesa con i bambini. Nacque dall’esigenza di rivivere il mistero della natività in modo più vivo e genuino, restaurando quella forma di spettacolo tipicamente medievale che proprio nella sua immediatezza e genuinità popolare vantava i suoi caratteri più positivi.

8 SETTEMBRE 1968 Va in scena “Sogno di una notte di fine estate”, uno spettacolo composto da skeches, balli, canzoni e dalla parodia di una favola. Anche questo lavoro fu realizzato con la collaborazione dei bambini, alla creatività e improvvisazione dei quali molto era ancora lasciato.

NATALE 1968 Nuova sacra rappresentazione della Natività. Anche quest’anno vengono rappresentate dai ragazzi in costume le scene storiche più importanti intorno all’Incarnazione. I testi sono esclusivamente quelli biblici. Viene inserito un coro con la funzione di unire le varie scene.

14 SETTEMBRE 1969 Si presenta una nuova edizione dello spettacolo “Sogno di una notte di fine estate”. I caratteri sono gli stessi della precedente omonima rappresentazione. Lo interpretano ancora quasi esclusivamente i bambini. Lo spettacolo viene replicato una settimana dopo a richiesta del pubblico.

NATALE 1969 Il lavoro di quest’anno non si riduce soltanto a una semplice rappresentazione dei fatti evangelici, ma consiste soprattutto in una riflessione su questi avvenimenti rivissuti nell’animo dell’uomo moderno. I testi sono tratti dai testi dei più svariati autori, sia antichi che contemporanei. Per una comunicazione più efficace vengono inserire nei dialoghi proiezioni di fotografie.

3 SETTEMBRE 1970 Viene allestito e rappresentato dai giovani il primo lavoro di prosa: “La Locandiera” di Carlo Goldoni è un esperimento di contatto con un classico, col proposito di scoprirne e metterne in luce l’attualità. Lo spettacolo viene replicato il 3 ottobre a S. Martino in Rio.

NATALE 1970 E` di nuovo presentato, con qualche leggera variazione e col cambiamento delle strutture sceniche, il copione dello scorso Natale. Interpreti sono questa volta i giovani. Anche quest’anno si fanno 2 repliche nelle feste natalizie.

12 SETTEMBRE 1971 “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare. Si cerca di evidenziare in questo autore quei valori umani e spirituali di perenne validità. Vengono fatte 6 repliche.

NATALE 1971 La Compagnia mette in scena una rappresentazione ispirata alla Natività; il testo è liberamente tratto e rielaborato da “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. Si replica 2 volte.

OTTOBRE 1972 “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare. Quattro mesi di lavorazione.

riproduzione del testo contenuto
nel programma di sala.


L'immortale vicenda di Romeo e Giulietta nel testo di William Shakespeare ricomparirà domani 29 prossimo, nel teatro di madriolo a cura di una compagnia di giovani Correggesi che conta ormai cinque anni di attività e che si è sempre esibita su testi assolutamente ed obiettivamente validisul piano culturale. L'obiettivo che si è sempre proposto il gruppo di fronte alla scelta e alla esecuzione di un testo, non è mai stato quello di lanciare messaggi (che da qualsiasi parte provengano finiscono sempre con l'essere di parte o di partito) ma di rappresentare la vita.

Vista in questa prospettiva ogni scelta trova una propria dimensione di attualità. Allora anche la scelta di un testo conoscito e scontato per l'uso come Romeo e Giulietta, privo, all'apparenza di sicuri ancoramenti ideologici (e questo potrà forse indisporre certi intellettuali politicizzati e politicizzatori di tutto) trova una sua ragion d'essere e la sua giustificazione.

E ritrovarsi in questi personaggi, in Romeo e Giulietta, in tutto quel mondo variopinto e chiassoso, ora straziato e dolente, ma sempre e comunque vivo che ruota loro intorno, riscoprire in quei personaggi l'eco, purificata dal sentire superiore di un poeta, del proprio sentimento, capire che in fondo l'uomo non è cambiato, che è sempre lo stesso, questa è la magia, l'arte meravigliosa e magica del teatro.

Sulla scena una ventina d'attori tra i quali Paolo Bernardelli (Romeo), Rita Casarini (Giulietta), Enzo Maramotti (Paride), Fernando Foroni (messer Montecchi), Giorgio Grisendi (messer Capuleti), Sara Liuzzo (la balia), Gianni Rustichelli (Tebaldo), Corrado Lugli (frate Lorenzo). La collaborazione (alla recensione) e la consulenza sono di Arrigo Vezzani


 

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