
Un ebreo semplice si perse in una foresta. Al tramonto si accorse di non avere con sé il libro delle preghiere. Allora si rivolse a Dio così: Mio Signore, ho dimenticato il libro delle orazioni e ho una memoria così debole da non essere capace di pregare bene e in modo a te gradito. Eppure tu conosci tutte le preghiere degli uomini. Allora io ti reciterò le lettere dell'alfabeto e tu le ordinerai così da comporsi in preghiera. Dio disse tra sè, ascoltando quell'uomo: Questa è l'orazione più preziosa che oggi sia salita al cielo!.
... Dio va dritto ai cuori e sa cogliere anche il respiro di fede di un uomo o di una donna che dicono a lui solo l'alfabeto della loro fiducia. E tutti noi dobbiamo imparare a lasciare nella nostra anima una piccola oasi ove possa respirare e giocare la nostra infanzia spirituale che si abbandona con spontaneità e schiettezza a Dio, come un bimbo svezzato in braccio a sua madre (Salmo 131, 2).
Tratto da Mattutino di Gianfranco Ravasi
(quotidiano Avvenire, 1 febbraio 2004).
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Un uomo semplice si perse in una foresta. Al tramonto si accorse di non avere con sé il libro dove leggeva le frasi che voleva dire a suo padre per dirgli "Ti voglio bene" oppure "Ho bisogno di te" o anche "Grazie papà per quello che mi hai dato". Allora telefonò al padre e gli disse: "Papà, ho dimenticato il quaderno degli appunti e ora non so come dirti quanto ti voglio bene. Sai, devo leggere perchè dal cuore le parole non mi vengono. Adesso ti recito l'alfabeto e tu metti insieme le lettere, così saprai quanto ti amo, e magari anche che ho bisogno che mi vieni a prendere nella foresta"
Mah!....