Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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Home Liturgia Funzioni 2004. Mercoledì Santo. Via Crucis

2004. Mercoledì Santo. Via Crucis

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I° STAZIONE
GESU' E' CONDANNATO A MORTE
Paola R.
Gesù eccoci qui riuniti in mano tua. Noi ti ringraziamo Signore: perchè tu non ci condanni, nè giudichi i nostri peccati, ma ci aiuti a purificarci. Ci hai insegnato il perdono, la preghiera, ci hai mandato tua Madre, ci ascolti e ci aspetti.
Perdona se noi abbiamo condannato.
Signore aiutaci a vivere la tua giustizia e non la nostra.
II° STAZIONE
GESU' E' CARICATO DELLA CROCE
Elisabetta B.
Gesù, tu hai preso volentieri la tua croce perchè ciò significava, in quel momento, fare la volontà del Padre.
Gesù, tu non hai perso la serenità nella sofferenza, il tuo sguardo non è stato offuscato dall'odio perchè il tuo amare e la coscienza della tua missione ti hanno reso divinamente forte. Gesù, la tua croce non è un segno muto, ma un grido che chiama al perdono della riconciliazione degli uomini con Dio, alla giustizia e all'amore.
Gesù, vogliamo ringraziarti per le piccole croci quotidiane, per le contrarietà che incontriamo nelle nostre iniziative, per le umiliazioni che provengono dagli altri, per gli impedimenti posti ai nostri progetti, per la salute cagionevole, per tutto.
Fa che nel momento della prova anche dalla nostra bocca escano parole di perdono e di amore.
Gesù aiutaci a portare la croce.
  • Gesà misericordioso, insegnaci ad apprezzare la fatica della vita, la malattia, la prova e ad abbracciare la croce con amore.
  • Gesù, ti preghiamo per quelli che nelle loro sofferenze hanno perduto ogni fiducia nel Padre e vivono nell'amarezza e senza pace.
  • Gesù, nel momento della sofferenza più atroce sei riuscito a dire: Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno: fa che queste parole di amore e di perdono abbiano un'eco profonda nei nostri cuori.
III° STAZIONE
GESU' CADE PER LA PRIMA VOLTA
Daniela C.
Gesù non ce la fa più a portare la croce, ad andare avanti. E' ferito, umiliato, sfinito. E poi avanti dove? Avanti fino al Golgota, dove lo aspetta una morte orrenda. Gesù piange, è deluso, amareggiato, arrabbiato con Dio, suo padre. "Ma che Padre sei? Perchè hai riservato proprio a me, al figlio che dici di amare tanto tutto questo?" Gesù è confuso, forse non capisce, forse non ha più voglia di portare la sua croce. Forse anche lui, lì in ginocchio, schiacciato dal peso della croce si è sentito abbandonato e ha dubitato dell'amore di Dio.
In fondo Gesù è un uomo, come noi: soffre come noi, piange come noi, dubita come noi. Quante volte, schiacciati dal peso della nostra croce e provati dalle sofferenze, ci siamo sentiti abbandonati e traditi. "Se ci volesse bene Dio non permetterebbe tutto questo!"
Ma non è così. Quando noi cadiamo Dio cade con noi, e quando noi piangiamo Lui piange con noi e quando ci sentiamo sopraffatti dal dolore, anche Lui, forse, si sente così e portare il peso di tutto il mondo, di ogni uomo, diventa troppo, anche per Lui. Allora anche Lui ha bisogno di noi, come un padre ha bisogno dei suoi figli adorati.
Monsignor Tonino Bello ha scritto una preghiera bellissima che dice: "Gli uomini sono angeli, con un'ala soltanto; possono volare solo rimanendo abbracciati. Signore, nei momenti di confidenza oso pensare che anche Tu abbia un'ala soltanto, forse per farmi capire che non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita, perchè io fossi tuo compagno di volo. Allora insegnami a librarmi con Te, perchè vivere non è trascinare la vita, vivere è stendere l'ala, l'unica ala con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te".
Signore aiutaci a risollevarci
  • Signore non permetterci di dubitare del tuo amore, anche quando la croce è troppo pesante e la tua voce sembra troppo lontana.
  • E quando cadiamo, fa che il dolore e le lacrime non soffochino la speranza e la voglia di guardare avanti.
  • Rendici forti e aiutaci a spiccare il volo di nuovo, abbracciati a te, e a portare con fiducia e coraggio la croce che tu ci hai dato.
IV° STAZIONE
GESU' INCONTRA SUA MADRE
Luisa C.
Maria, questo incontro con Gesù, il vedere il suo volto sofferente ti trafigge l'anima come ti era stato predetto dal vecchio Simeone.
Sei straziata ma non sconvolta perchè sin dal primo sì detto all'Angelo, la tua scelta è stata di accogliere il progetto di Dio, di credere, di fidarsi.
E' l'ora della prova: quanto strazio nel tuo cuore; ma tu sei la Madre, e non solo perchè hai generato il Figlio ma perchè sei unita a lui nella passione quando fare la volontà del Padre è spasimo nelle tue viscere!
Gesù ci ha consegnato a te come figli. E noi come donne come mamme vogliamo guardare al tuo esempio come realizzazione piena di vita, così diversa da quella che ci indica il mondo, ma così piena, così grande in un disegno di continuità di amore e di speranza.
Illumina il nostro cuore.
  • Madre di tutte le madri soprattutto di quelle che sono nella prova.
  • Madre dei sacerdoti e dei consacrati.
  • Madre di Dio e di tutta l'umanità.
V° STAZIONE
SIMONE DI CIRENE AIUTA GESU' A PORTARE LA CROCE
Andrea A.
Trovarsi all'improvviso al centro della storia: un uomo passa, quasi per caso, forse si ferma incuriosito dalla folla. E si ritrova all'improvviso di fianco a Cristo, aiuta Cristo a portare la croce sul Calvario.
Forse non avrà capito a cosa stava prendendo parte. Forse era sì impietosito da quell'uomo così sofferente, ma ancora di più era terrorizzato dalla violenza dei soldati e desideroso solo di uscire da quella situazione prima possibile.
O forse gli occhi di Cristo, col viso attaccato al suo, lo hanno fissato, e gli hanno fatto comprendere tutto.
A noi, oggi, che crediamo che veramente il Calvario sia stato il centro della storia, sembra una grazia altissima poter stare accanto al Cristo nell'ora suprema. Ricordiamoci allora delle parole: "Ogni cosa che farete al più piccolo tra voi l'avete fatta a me". Lì si misura, oggi, il nostro amore.
Perdonaci, Signore.
  • Quando presi dai nostri disegni meschini, non sappiamo vedere l'ampiezza del tuo.
  • Quando pensiamo di salvare il mondo e non ci accorgiamo della sofferenza silenziosa della persona che abbiamo accanto.
  • Quando ci irritiamo per le piccole infelicità quotidiane che basterebbe offrirti per contribuire anche noi alla redenzione portata dalla croce.
VI° STAZIONE
VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU'
Giorgio G.
A noi, che per credere avremmo sempre bisogno di vedere e di toccare con mano, hai lasciato l'immagine del tuo volto, Gesù. Dalla pietà e dalla compassione di una donna ci viene mostrata l'impronta di un viso sfigurato da ogni sorta di tormenti e di insulti. In quei lineamenti deformati ci è difficile scorgere il tuo aspetto glorioso: così il dolore spesso ti nasconde agli occhi della nostra incerta fede. Aprili, allora, questi occhi, Signore, affinché nel momento della prova, come al buon ladrone, non ci venga a mancare la luce necessaria per riconoscere i segni del tuo trionfo sul dolore e sulla morte, del tuo amore eterno per noi.
Mostraci il tuo volto, Signore
  • Tu che ti manifesti ai piccoli e rimani nascosto ai sapienti.
  • Quando non sappiamo riconoscerti nell'aspetto di chi soffre.
  • Nell'ora difficile della nostra agonia.
VII° STAZIONE
GESU' CADE PER LA SECONDA VOLTA
Fabio Z.
Nonostante l'aiuto del Cireneo ed il sollievo della Veronica il dolore ti spezza o Signore e la croce si fa sempre più sconcertante.
La sofferenza e l'umiliazione accumulata nell'intera notte sono tali da procurarti un ulteriore caduta. Quante volte o Signore anche noi dopo ore ed ore di fatica sul lavoro giungiamo a sera spossati e con i nervi a pezzi.
Entriamo in casa rivendicando un po' di pace e di tranquillità. Invece spesso ci scontriamo con difficoltà, incomprensioni e litigi, ci diamo noia l'uno con l'altro.
Così il nostro ritorno a casa non è più un riposo e imprechiamo contro tutti e contro tutto. Nauseati, vorremmo fermarci e non fare più niente, porre fine al cammino della nostra vita. Perdonaci o Signore nella tua infinita misericordia perchè ci comprendi.
Comprendici Signore.
  • Insegnaci o Signore a possedere la tua capacità di portare il peso della croce quotidianamente.
  • Insegnaci o Signore a non pensarci migliori o più grandi degli altri ma ad essere tuoi servi umili e semplici senza nessuna glorificazione.
  • Insegnaci o Signore a mortificare il corpo assetato di benessere e a coltivare uno spirito pieno di fede, di carità e di amore verso il prossimo.
VIII° STAZIONE
GESU' ESORTA LE FIGLIE DI GERUSALEMME
Mauro M.
Gesù anzichè essere riconoscente verso quelle poche donne che hanno il coraggio di seguirlo, le rimproverà.
Quelle donne non hanno capito che Gesù nella sua tribolazione è felice, felice di fare la volontà del Padre, felice di sacrificarsi per i suoi fratelli, per noi.
Questo rimprovero è anche per noi, per tutte le volte che giudichiamo gli altri senza conoscere la verità, e allo stesso modo ci insegna che non dobbiamo temere il giudizio degli uomini, ma confidare nell'infinita misericordia di Dio.
Perdonaci Signore.
  • Per tutte le volte che ci siamo permessi di giudicare i nostri fratelli.
  • Per tutte le volte che abbiamo temuto più il giudizio degli uomini che confidato nella tua misericordia.
  • Per tutte le volte che ti abbiamo abbandonato sulla via del Calvario.
IX° STAZIONE
GESU' CADE PER LA TERZA VOLTA
Giorgio A.
Gesù crolla nuovamente a terra sotto il peso della croce.
Gli mancano le forze e giace stremato per terra.
Si sente morire. Ma non si lascia andare. Con un grande sforzo riesce ancora ad alzarsi e a riprendere la croce portandola fino al Calvario, dove sarà crocifisso.
Gesù su sei sfinito. Hai sudato sangue, poi sei stato flagellato e incoronato di spine. Ma non cedi perchè vuoi compiere fino in fondo la tua missione.
Aiuta anche noi a diventare coraggiosi nel bene e a superare la tentazione di non rialzarci dalle cadute che la vita ci riserva.
Gesù sul tuo esempio aiutaci a soffrire, sopportare e amare, fa che troviamo il coraggio di seguire lo stesso cammino che attraverso la croce e la sofferenza porta alla vita che non avrà fine.
Gesù aiutaci
  • Gesù aiutaci a rialzarci nelle nostre cadute quotidiane.
  • Gesù rendici disponibili ad accettare il tuo amore.
  • Gesù dacci la forza di poter essere di aiuto a chi soffre.
X° STAZIONE
LA SPOGLIAZIONE
Alessandra G.
Spogliato degli abiti, della dignità, addirittura della vita. Non hai messo limiti alla sofferenza morale e fisica, hai accettato tutto proprio come un agnello immolato. Sei però rimasto il Figlio di Dio con la personalità e il fascino della presenza divina che ha fatto dire al centurione "Davvero costui era Figlio di Dio".
Signore aiutaci a riconoscerti nei sofferenti che apparentemente hanno perso tante caratteristiche umane: i colpiti da ictus, i paralizzati, i malati di arteriosclerosi, in loro c'è il tuo corpo spogliato ma se siamo attenti può essere presente quella luce che ci fa intravedere il valore della sofferenza ben superiore ai limiti umani.
Inoltre aiutaci Gesù a spogliarci di noi stessi e ad accogliere quotidianamente, come Tu hai detto, la nostra croce capace di ricordarci che siamo fatti per la vita eterna.
Rendici umili, Signore.
  • Gesù, così come Tu ti sei spogliato della natura divina per assumere quella umana, dacci il coraggio e la forza di svuotare noi stessi, rinunciando, quando ce lo chiedi, al nostro "io". Fa' che impariamo ad anteporre i bisogni del prossimo all'esigenza di soddisfare e realizzare noi stessi; Fa' che capiamo l'importanza di mettere a disposizione degli altri i doni che ci hai regalato per l'edificazione del Tuo Regno.
  • Gesù, aiutaci affinché ci affranchiamo dal nostro orgoglio, da quell'atteggiamento che ci impedisce di perdonare il male subìto e ci blocca quando dovremmo chiedere scusa al nostro fratello per le ferite e le afflizioni causate dal nostro comportamento; rendici umili, sensibili, aperti, puri di animo, affinché, spogliàti del nostro amor proprio, siamo strumenti e operatori di pace.
  • Siamo immersi in una società che tende ad esasperare il consumo e la produzione, che sempre più idolatra il possesso e l'immagine, Signore fa’ che le pietose immagini della Tua spogliazione e della Tua nudità, che così tanto scandalizzano questo mondo ma che così intimamente ci toccano, inducano ad una reale conversione, ad una più convincente testimonianza, diano, quando serve, il coraggio di andare anche contro corrente.
XI° STAZIONE
GESU' E' INCHIODATO SULLA CROCE
Gianluca C.
Gesù viene crocifisso. E' il momento più drammatico della Passione. Dopo ore di agonia è la morte. La morte per noi. Ma il nostro sguardo incredulo, sbigottito, curioso si ferma su questa croce. La croce è il trono di questo Dio che ha per legge l'Amore, che muore per ricordarci che esiste un perchè per cui vivere. contemplando la croce di Gesù, facciamo parte del suo disegno, entriamo nel suo Regno che si realizza ogni giorno per mezzo nostro quando anche noi siamo crocifissi per amore di Dio, della sua Parola.
Signore, il tuo corpo è diventato un tutt'uno con la croce. Quanto dolore, quanta sofferenza hai patito, perchè tutti noi fossimo salvati. E' alla tua croce che ogni giorno sono inchiodati ammalati, portatori di handicap, anziani soli.
Mentre impieghiamo risorse immense per le nostre stupide guerre, la ricerca scientifica volta ad alleviare il dolore e la sofferenza degli ammalati si deve accontentare delle briciole dei nostri bilanci e tu continui a essere inchiodato sulla croce.
Dona la tua consolazione, Signore
  • Agli ammalati, in modo particolare per quelli terminali.
  • Agli anziani ammalati e soli.
  • Ai disabili, ai ricoverati negli istituti, a chi è senza nessuno.
XII° STAZIONE
GESU' MUORE SULLA CROCE
Fabrizia A.
Gesù mio, quanto dolore provoca nel tuo popolo il tuo grido di morte.
Solo ora ti conosciamo veramente, tutta la tua esistenza s'illumina per noi, ora chiaramente comprendiamo. tu hai permesso che la vicenda della tua vita si sprofondasse nel baratro della miseria e del vuoto, ti sei lasciato spogliare, unmiliare, crocifiggere. Di quale colpa ti sei macchiato? Hai osato contestare l'autorità della legge; hai deluso chi credeva che tu ambissi ad un potere politico, ti sei arbitrariamente introdotto nell'organizzazione sociale, hai proposto modelli di amore e di pace, eri giusto e sei stato soppresso dall'ingiusto. Ma il tuo stesso tragico epilogo si ripete ancor oggi: chi ti propone con forza, chi coraggiosamente si espone in nome tuo in contesti difficili, chi porta avanti con fede e coerenza il tuo Vangelo viene, spesso, deriso, calunniato, ignorato o soppresso.
La tua morte, ora, è luce, è la fiaccola che illumina il nostro sentiero, è liberazione per i nostri egoismi, è l'infinito amore che ti lega a noi, è il fine della nostra vita
Gesù, liberaci dalla morte.
  • Per coloro che s'impegnano attivamente perchè la tua parola sia conosciuta.
  • Per i missionari e le persone che perdono la vita nell'esercizio della loro fede.
  • Per i sofferenti giunti al traguardo della loro esistenza, perchè vedano nella morte l'inizio della nuova vita.
XIII° STAZIONE
GESU' E' DEPOSTO DALLA CROCE
Rita L.
(da "Donna del Paradiso" di Jacopone da Todi)
O figlio, figlio, figlio,
figlio, amoroso giglio!
figlio, chi dà consiglio
al cor mio angustïato?

Figlio occhi iocundi,
figlio, co’ non respundi?
Figlio, perché t’ascundi
al petto o’ si’ lattato?

Se i tollete el vestire,
lassatelme vedere,
como el crudel ferire
tutto l’ha ensanguenato!

Donna, la man li è presa,
ennella croce è stesa;
con un bollon l’ho fesa
tanto lo ci hon ficcato.

L’altra mano se prende,
ennella croce se stende
e lo dolor s’accende,
ch’è più moltiplicato.

Donna, li piè se prenno
e chiavellanse al lenno:
onne iontur’ aprenno,
tutto l’han sdenodato.

E io comenzo el corrotto:
figlio, lo mio deporto,
figlio, chi me t’ha morto,
figlio mio dilicato?

Meglio averiano fatto
che ’l cor m’avesser tratto,
che ne la croce è tratto,
stace descilïato!

Figlio, l’alma t’è ’scita,
figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossecato!

Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio,
figlio, a chi m’apiglio?
Figlio, pur m’hai lassato!

Figlio bianco e biondo,
figlio volto iocondo,
figlio, per che t’ha ’l mondo,
figlio, così sprezzato?

Figlio dolze e placente,
figlio de la dolente,
figlio ha té la gente
malamente trattato!
XIV° STAZIONE
LA SEPOLTURA
Andrea G.
Tutto è compiuto. La pietra viene rotolata sulla tomba. Le grida di dolore e di terrore che ci hanno accompagnato fin qua si fanno improvvisamente silenzio. La folla che c'era non ha più nulla da vedere ed è sparita. Svaniscono anche i personaggi che hanno popolato questa via della croce. Solo quella pietra rotolata, che non ci fa più vedere nemmeno Cristo. Ma quest'ora di silenzio è ancora più gravida di angoscia dell'ora del sangue che l'ha preceduta. Più del dolore ci spaventa la solitudine. Più della sofferenza fisica, l'abbandono, e come gli apostoli quel giorno non capiamo i1 perché di tutto, e ci chiediamo intimoriti cosa accadrà. Come è piccola la nostra fede, tanto piccola che riusciamo a malapena a starci aggrappati quando scorgiamo il baratro che è sotto di noi. Ma è solo la fede che dà luce, è solo con la fede che si può pazientare tutto il sabato e giungere correndo all'alba del terzo giorno alla tomba vuota. E' la fede che salva.
Perdonaci, Signore.
  • Quando non ti chiediamo la fede perché pensiamo che ci siano cose urgenti e più importanti da chiederti.
  • Quando non ti chiediamo la fede perché abbiamo lasciato tanto inaridire la nostra vita interiore da non sentirne più il bisogno.
  • Quando non ti chiediamo la fede perché pensiamo di averla già.


 

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