Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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8.12.2009

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Mercoledì 8 dicembre 2009

II d’Avvento (C) – P
Immacolata Concezione B.V. Maria
Letture:
Gen 3,9-15.20
Salmo 97:
«Abbiamo contemplato, o Dio,
le meraviglie del tuo amore.»
Ef 1,3-6.11-12
Lc 1,26-38

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

« Io guardo al titolo di questa solennità per ricordare, a me stesso e a voi, alcuni pensieri per non dire alcuni dogmi della fede nostra. La festa è chiamata “Immacolata concezione della Beata Vergine Maria”.

Bartolome Esteban Murillo: Immacolata concezione (1678) Bartolome Esteban Murillo: Immacolata concezione (1678)

Immacolata, che vuol dire senza macchia, in–macolata (macula in latina vuol dire macchia). Senza macchia. Beh... cosa c’entrano le macchie? ... Perché il peccato è una specie di macchia nella nostra anima, nella nostra vita. Così come c’è una macchia sugli abiti, alle volte – perché siamo caduti, perché abbiamo preso contro a qualcosa che ci ha macchiato, appunto, il vestito – altrettanto il peccato è una specie di macchia, di bruttura del nostro animo.

Non è tanto propenso l’uomo d’oggi a credere nel peccato. Si potrebbe dire che continuano a credere nel peccato coloro che continuano a credere in Dio. Se uno non crede in Dio, il peccato l’ha già allontanato dalla sua mentalità e non pensa affatto di essere responsabile di chissà che cosa; ma chi crede in Dio sa che noi possiamo sbagliare nelle nostre scelte, e queste scelte sbagliate sono il peccato.

Se uno, ad esempio, vuole sempre avere ragione, è portato a giudicare gli altri con malignità, magari parla anche male degli altri, li calunnia, mentre esalta se stesso; questi ha come una macchia nella sua vita, una bruttura che lo danneggia; non è un vero uomo. Se uno non prega mai Dio, quasi mai, non lo riconosce, magari bestemmia Dio, ma non sa che cosa sia la santificazione della festa, non vede l’utilità di pregare..., questa è una macchia ancora maggiore, perché l’uomo crede di potere fare senza di Dio. Se uno è attaccato ai soldi e per i soldi è disposto anche a strisciare per terra; se uno mette il guadagno come scopo della sua vita e della sua attività, e solo il guadagno, questa è una specie di macchia nella sua vita; è qualcosa di brutto, è qualcosa di sconcio, è qualcosa che gli toglie la dignità umana.

Perché l’uomo, secondo il pensiero debole attuale, è talmente libero che prende la sua coscienza come estremo richiamo e criterio per vedere cosa è bene e cosa è male. Ma se facesse così nel senso di intendere coscienza per coscienza e non il piacere, il guadagno, l’interesse, quello che costa meno, quello che costa di più... no, prendesse veramente la coscienza sarebbe esatto questo giudizio, ma il fatto è che noi, normalmente, agiamo secondo il nostro istinto, più che coscienza, e allora commettiamo peccato. Cioè, questo fatto di predicare... – lo dico per coloro che scrivono, soprattutto, questi... questi volumi che non sono altro che un’incitazione al peccato, praticamente – questo valutare un uomo come un uomo riuscito quando fa soldi, quando fa carriera, quando raggiunge certi scopi che si era prefissi (scopi tutti terra–terra, materiali)... questo è sbagliato. Ne esce necessariamente un uomo sbagliato, tutto sbagliato; in ogni tempo, luogo, cultura, è un uomo sbagliato.

Bisogna che ci rifacciamo ai comandamenti del Signore: Mosè sul Monte Sinai e soprattutto la vita, l’esempio di Gesù Cristo e di Maria Santissima. Bisogna che ci rifacciamo lì se vogliamo capire quello che è bene e quello che è male. Quello che è bene è già un futuro non solo a chi agisce bene ma anche ai suoi figli, a quelli che lo vedono e che cercano di imitarlo, che lo apprezzano... mentre sarà un insuccesso e una distruzione della specie umana sulla terra se noi continuiamo così come facciamo adesso.

Allora, capite intanto la prima parola: Immacolata, senza–macchia, senza macchia alcuna. Perché Maria non ha soltanto ricevuto da Dio, come dono soprannaturale, diciamo, la liberazione dal peccato e fin dal concepimento, ma non ha neanche peccato mai nella sua vita. Ed è questa la cosa che personalmente mi turba. Sono due le cose che non riesco a capire in questo mistero di salvezza di Gesù: come mai Gesù abbia deciso di soffrire tanto per noi, dal momento che poteva salvarsi con molto meno; e come ha fatto Maria a non commettere mai neanche il più piccolo peccato.

Voi conoscete le persone buone, però anche le persone buone una qualche volta avranno peccato, per lo meno, non so, un atto di impazienza, una parola sgarbata... certamente insomma tutti facciamo dei peccati. Lo dice il Libro dei proverbi: “Il giusto pecca sette volte al giorno”, come dire anche uno sia giusto sia perfetto, almeno sette, otto, dieci peccati in una giornata li fa. Come ha fatto Maria? Questo è quello che noi veneriamo quest’oggi: la sua immacolatezza.

Immacolata concezione. Concezione vuol dire che Maria è stata senza macchia di peccato fin dal primo attimo della sua esistenza, del suo concepimento nel grembo di Sant’Anna. Quindi immacolata concezione di Maria non è, come spiegava uno speaker alla radio: “... Sapete quella... quella storia per cui la Madonna non ha avuto una relazione prima del matrimonio... non ha avuto Gesù da un altro uomo, diverso da Giuseppe... no, ma... è sceso lo Spirito Santo e l’ha resa... incinta, per cui poi Quello che è concepito da lei è opera dello Spirito Santo...”, quindi questa ignoranza dei dogmi della fede è una cosa che ci fa un male enorme! L’immacolata concezione di Maria non ha niente a vedere con la sua verginità, di per sé. Che sia anche vergine è un altro conto, però non è la verginità di Maria. Non è che Maria concepisce senza macchia Gesù: è lei che è concepita senza macchia da Sant’Anna. Noi onoriamo quest’oggi il primo momento di vita, di esistenza di Maria Santissima.

Altri hanno avuto il privilegio di nascere santi, se non altro Geremia, quello di cui parla la scrittura, Geremia profeta, San Giovanni Battista, ma nessuno è stato concepito senza macchia. Cioè, il concepimento nella natura umana non è stato per lei, non ha portato a lei il grave peccato di Adamo ed Eva. Già riusciamo poco a capire come mai il peccato di Adamo ed Eva si debba trasmettere per tutta la generazione umana, anche se siamo nati da Adamo ed Eva; ma quello che fa più specie, qui, è il fatto che ci sia questa eccezione per Maria Santissima.
D’altra parte Dio può fare quello che crede, no? “Nulla è impossibile a Dio”, abbiam letto nel vangelo di oggi. E ha voluto che colei che avrebbe generato il Salvatore del mondo, salvatore dal peccato, dal male, fosse anzitutto lei esente da ogni peccato.

Ma la concezione ha anche un altro seguito per noi uomini, per la gente, per tutti – è stata esente invece Maria – cioè ci ha portato la concupiscenza. La concupiscenza vuol dire che ha reso il nostro corpo e i nostri istinti prepotenti al punto che alle volte prevengono il giudizio della nostra mente e l’atto della volontà, per cui quasi non siamo liberi di scegliere, tanto siamo trasportati verso le cose sensibili, che accontentano il nostro corpo, i nostri istinti. Questa è la concupiscenza, e tutti noi, credo, gli adulti, almeno, abbiam fatto esperienza di questo: che alle volte il desiderio di accontentare i nostri istinti del corpo è molto più forte che non l’amore di Dio in noi, la fede, il desiderio della vita soprannaturale.

Ecco, allora Maria è concepita senza peccato non solo in senso di aver ricevuto subito, dal primo istante, quella grazia di Dio che ci santifica, ma nel senso di essere esente dalla concupiscenza. E questo, se ci pensiamo bene, toglie molto del merito di Maria, perché essere senza la concupiscenza è molto più facile agire bene, cercare sempre quello che loda Dio e non quello che è il bene, il piacere, l’interesse nostro personale; il mettere i valori spirituali al di sopra di quelli materiali... ha avuto una carica notevole, Maria, essendo concepita senza peccato. Tuttavia rimane sempre il fatto che Ella non ha mai peccato. ... Grande, grande Maria!

Immacolata concezione della Beata Vergine Maria. Quando qui si nomina la beatitudine, non è la beatitudine, la gioia, il piacere che possiamo provare nelle cose materiali; è piuttosto quella beatitudine di cui parla Gesù nel suo primo discorso: “Beati i poveri di spirito, beati gli afflitti, beati i misericordiosi, beati i puri di cuore, beati coloro che son perseguitati...”, è questa la beatitudine. Cioè, non è qualcosa direi di esterno ma di interiore. Il nostro animo diventa talmente aderente alla volontà di Dio che è felice, è sereno, gode di una pace enorme che non... non viene scossa da niente, perché fa quello che Dio vuole. Cioè è diventata veramente scopo di vita la volontà di Dio, come è stato appunto per Maria. Maria è beata per questo.

... della Beata Vergine. Oggi da parte dell’uomo moderno, che crede di essere furbo e intelligente, si deride molto la verginità di Maria. Non solo la verginità di Maria ma la verginità in genere: se una ragazza di vent’anni andasse a dire a... al suo dottore che è vergine ancora, quello si metterebbe a ridere... Di fatto la verginità fisica è qualcosa che ci è dato da Dio, nella creazione: il corpo è fatto così. E allora perché lodare tanto la verginità? Per quello che dice San Paolo nella prima lettera ai Corinzi: la donna sposata ha in mente, sì, Dio, però ha in mente soprattutto il marito, che deve accontentare, i figli, a cui deve accudire... e allora Dio delle volte è al secondo posto. La vergine, invece, non ha pensieri di questo mondo, pensa solo come piacere a Dio.
Ecco, per questa ragione e in questo senso la verginità è lodata: nel senso di adesione perfetta alla volontà di Dio; nel senso di prendere la vita non come qualcosa che ci aiuta a far sì che la... la specie umana continui sulla terra, no, ma la specie di Dio, quella dei figli di Dio cresca sulla terra. Ecco perché è grande la verginità, e dobbiamo considerarla ancora grande.
Nella sua venerazione per la verginità, la Chiesa venera anche la verginità fisica, non soltanto spirituale, la verginità fisica.

Ecco... devo concludere perché mi sembra di essere andato fin troppo per le lunghe. Avete capito quello che festeggiamo oggi? Oggi noi dichiariamo che Dio ci ha fatti per se stesso; ci ha fatti perché noi fossimo santi, vivessimo la sua vita: “Prima della creazione del mondo Egli ci ha scelti perché fossimo santi e immacolati alla sua presenza ... perché ricevessimo l’adozione a figli ... in Gesù Cristo”. Ecco quello che noi ricordiamo e veneriamo quest’oggi.

E veneriamo allora la grande importanza – certamente preminente su tutte le altre – di tendere, di tendere con tutte le nostre forze ad essere santi e ad essere, cioè, sempre migliori oggi di quello che eravamo ieri, sempre migliori domani di quello che siamo oggi. E’ un cammino continuo verso Dio che è la nostra santità e la nostra gioia vera.

Sia lodato Gesù Cristo. »



 

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