8.12.2010

Liturgia - Prediche del Don
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Mercoledì 8 dicembre 2010

II d’Avvento (A) – P
Immacolata Concezione B.V. Maria
Letture:
Gen 3,9-15.20
Salmo 97:
«Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie»
Ef 1,3-6.11-12
Lc 1,26-38

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

« Volevo dirvi solo una cosa. Ecco la festa del trionfo di Dio. Dio ha creato l'uomo, e quindi anche noi, perché fossimo santi e immacolati al suo cospetto nella carità, come ci ha insegnato questa mattina San Paolo. Questo è lo scopo per cui Egli ci ha creati. Davanti a questo fine, questo scopo così alto, noi delle volte ci dimostriamo un po' fiacchi, delle volte un po' miscredenti, preferiamo fare quello che piace a noi, che non quello che la coscienza ci ispira. Eppure l'uomo si realizza solo se ha anche lui la intenzione di raggiungere la santità, la santità di Dio, che è irraggiungibile, ma la santità perlomeno delle creature, e tra queste certamente eccelle Maria Santissima. Ecco perché è grande Maria.

Immacolata concezione Immacolata concezione

Il Papa Giovanni Paolo II ha scritto molte cose – pensate che ci sono ottantacinquemila pagine, se mettiamo insieme tutte le encicliche, gli interventi particolari che ha avuto il Papa in pubblico... e non ci sono ottantacinquemila giorni in tutto il percorso del papato di Giovanni Paolo II, il che vuol dire che ha scritto parecchio, eh? – bene, tra le tante sue lettere encicliche c'è anche una che parla della dignità della donna: Mulieris dignitatem. E ha fatto una distinzione molto bella, mai così precisa in altri documenti anteriori, tra il potere petrino e il potere mariano. Cioè, sono come due strumenti di cui Dio si serve per portare l'uomo a quello scopo che dicevamo prima, cioè la santità.

Il potere petrino che riguarda i maschi, gli uomini. Questo potere viene comunicato attraverso delle ordinazioni sacre: il diaconato, il presbiterato, l'episcopato; tra i vescovi eccelle quello di Roma, il vescovo di Roma, che ha in qualche modo un'importanza maggiore di tutti gli altri vescovi. E invece c'è il potere – che è un servizio, più che potere – della donna, la dignità della donna.

Già gli psicologi dicono che l'uomo, nella sua maturazione, quindi specialmente nei primi anni di vita, sente più l'influsso della mamma che non del papà, della donna che non dell'uomo; e applicano alla mamma tre quarti della responsabilità nell'educazione, e all'uomo un quarto (si ricordi l'uomo che almeno un quarto ce l'ha anche lui...). Ad ogni modo, certamente la donna è più addestrata, e più... messa a suo agio quando si trova davanti a un bimbo, un bimbo da correggere, magari, che non l'uomo; l'uomo interviene tante volte in modo sgarbato, in modo non efficiente, la donna invece è attrezzata meglio per questo, indubbiamente.
Allora, ecco qui: donna tra tutte le donne ("benedetta tu fra le donne") è Maria. Maria che ha realizzato in pieno, in se stessa, questo potere, questa facoltà di educazione dell'uomo.

Non è una cosa da poco questa opera della educazione. Se ne ricordino le donne. Oggi, noi, in Italia ad esempio, l'anno scorso, nel 2009, abbiamo avuto oltre il quaranta percento degli sposati che hanno chiesto il divorzio o quantomeno la separazione. Donne che non hanno valutato bene la loro grande dignità: quella di plasmare l'uomo, il cuore dell'uomo, lo spirito dell'uomo, in modo che raggiunga quella pienezza di equilibrio, di impegno, che dovrebbe essere di ogni uomo.
Oggi noi assistiamo a delle cose quasi inconcepibili: i figli che uccidono i genitori; ancora di più, i genitori che uccidono i figli... è una cosa tremenda... Se continuiamo con questo ritmo, come abbiam fatto nell'ultima generazione, penso che tra una generazione o due, massimo, non ci sarà più l'umanità sulla terra. E dipende quindi molto dalla donna, dal sapere fare della donna.

Maria è posta lì come l'immagine di un disegno realizzato da parte di Dio. Se in tutte le altre creature qualche velatura di male c'è, in Maria non c'è. E anche per questo io credo che noi troviamo Maria accanto a Gesù, soprattutto nei momenti di fatica e di dolore, e non di gloria; perché Maria era una persona seria, sul serio; Maria voleva svolgere il suo ruolo, voleva adempiere la sua missione: quella che Dio le aveva affidato. Ecco perché noi troviamo Maria soprattutto nel momento del dolore, perché "in dolore paries", aveva detto nel giardino dell'Eden Dio alla donna: partorirai nel dolore. Il partorire è sempre un atto che richiede da noi impegno, sacrificio, ma anche tanto amore, e quindi poi tanta gioia, per realizzare se stesso, per vedere che la sua vita non è andata a ramengo, è invece servita ad altri.

Il Signore, ecco, ci chiama quest'oggi a lodare questo modello riuscito che è Maria Santissima. E' bello che, mentre normalmente quando hanno bisogno di mostrare la grandezza delle donne, i mass–media prendono delle donne poco serie, in modo da offrire il loro corpo, Dio, invece prende Maria Santissima, e offre a noi la sua intercessione, il suo impegno, il suo esempio altissimo che ci insegna come si fa ad amare, ad amare Gesù e ad amare gli altri. Che quest'esempio ci aiuti a realizzare, anche noi, noi stessi, secondo il disegno di Dio.

Sia lodato Gesù Cristo. »