Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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30.8.2009

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Domenica 30 agosto 2009

XXII tempo ordinario (B) – II
S. Felice
Letture:
Dt 4,1–2.6–8
Salmo 14:
«I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.»
Gc 1,17–18.21b–22.27
Mc 7,1–8.14–15.21–23

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

« Se noi vogliamo guardare al succo delle letture fatte, troviamo che oggi tutte tendono a dirci una cosa: che bisogna essere autentici; che bisogna essere veri; che la prima moralità consiste nell’ascoltare la nostra coscienza e mettere in pratica quello che Dio ci dice, perché la coscienza è... la radio–ricevente prima della parola di Dio.

Avere o essere

Succede per noi, credo, quello che succedeva a molti uomini, che succedeva al tempo di Cristo: di dare molta importanza a quello che è esterno e meno a quello che è interno; di dare più importanza alle cose piccole, specialmente se appariscenti, se frutto di tradizioni, che non alle cose che ci prendono nel cuore, che impegnano la nostra coscienza e quindi la nostra vita; di dare più importanza a quello che si ha che non a quello che si è.

Ecco, il Signore è stato il primo e il più grande maestro di interiorità. Ha insegnato a noi, anche con le letture di oggi, che noi dobbiamo guardare ad essere soprattutto uomini dalla coscienza pura. Perché se è pura la coscienza, certamente la nostra presenza nel mondo sarà una presenza di bene. Potremo sbagliare, un conto è l’errore, un conto è il peccato. Potremmo sbagliare qualche volta, ma certamente se siamo retti di coscienza ci convertiremo presto.

Quello che ci dice San Giacomo è sempre vero (nella seconda lettura): “Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo”. Quindi non lasciarsi contaminare da delle mondanità, da dei divertimenti, da degli ambienti, da delle persone che vogliono mettere in risalto soprattutto la soddisfazione del corpo o l’apparenza. “Religione pura e senza macchia è quella di visitare gli orfani e le vedove e aiutarli nelle loro sofferenze”. Dice gli orfani e le vedove perché erano due categorie che non erano protette per niente, allora. Non c’erano pensioni, non c’erano aiuti, non c’erano gli “ammortizzatori sociali”, come diciamo adesso, per cui se moriva il capofamiglia che col suo lavoro manteneva la famiglia, veramente si trovavano in miseria estrema, tante volte, queste categorie di persone: le vedove e gli orfani. Ecco perché raccomanda soprattutto qui.

Ma dice “religione pura e senza macchia”. Perché religione? Non è religione aiutare il prossimo, sarà carità, sarà generosità, ma non religione. San Giacomo vuole insistere coi suoi cristiani perché rendano religione, cioè atto di deferenza, di onore a Dio, quello che di per sé è aiuto al prossimo, più immediatamente è aiuto al prossimo. “Relìgere”, infatti, significa appunto questo... legame dell’uomo con Dio, per cui lo prega, lo loda, chiede aiuto, chiede perdono... ecco questa è la religione nel senso proprio della parola e nel senso più stretto della parola.

La religione è una virtù, una virtù importante, anzi penso la prima virtù morale che noi dobbiamo avere, ma non è sufficiente se noi ci fermiamo solo a Dio: bisogna che sappiamo vedere attorno a noi il bene che possiamo fare e cercare soprattutto di essere noi stessi, di essere autentici; non guardare a quello che appare ma a quello che si è.

Questo lo spiega molto bene Gesù nel Vangelo. Nel Vangelo, infatti, Egli risponde ai farisei e agli scribi di Gerusalemme che essi erano attenti ad onorare Dio più con le labbra che col cuore. Era un’inezia non lavarsi le mani prima di mangiare, in confronto a certe mancanze di giustizia, di fraternità, di generosità verso gli altri. Era questo che dovevano fare, senza trascurare quello. Stiamo attenti anche qui, perché Gesù è fine molto. Non ci dice: ...Ma pagare le decime della menta, del cumino, non vale niente... è una cosa da niente... No. Dice: “Bisognava mettere in pratica queste virtù, senza trascurare le altre”. È bene che uno sia attento anche alle cose piccole per essere giusto in tutto, ma specialmente alle cose grandi. Bisogna che stiamo attenti, in modo da essere veramente come Dio ci vuole.

Soprattutto il Signore Gesù – e qui mi affido anche ad altre cose che il Signore Gesù dice in altre circostanze – vuole che noi siamo attenti a non essere più attaccati alle tradizioni umane che non ai precetti divini, alla volontà di Dio. È abbastanza facile che capiti anche qui da noi. Ricordi che dopo la Domenica delle palme, uno mi incontrò a Correggio e mi disse: “O, son venuto anch’io a prendere l’olivo domenica, eh? M’ha visto?” “Beh,” – dico – “l’importante è che venga a fare la Pasqua domenica prossima”. Ecco...

Però si dà molta importanza a queste azioni che hanno la loro esteriorità: le processioni, le tradizioni, il fare quello che si è sempre fatto... Non so, ad esempio, quanto onore a Dio derivi (non voglio mica bestemmiare, eh?) dalla processione del Cristo morto che si fa a Correggio. Tanta musica, tante insegne, tanta roba... però non so quanto interiormente ciascuno di quelli che frequentano questa processione sono portati a crescere nella compassione del Cristo e nell’amore di Dio. Bisogna che stiamo attenti, perché a noi – in genere, eh?, accuso me stesso anzitutto e poi... insomma, anche voi se siete interessati – noi ci teniamo molto ad apparire; meno ad essere.

Ibsen, un grande commediografo scrisse: “Abbi poco, sii molto”. Ecco, noi dobbiamo cercare di essere molto, non di avere. L’avere non conta. Ci sono persone che faticano ore ed ore di lavoro per guadagnare qualcosa, per guadagnare molto... e poi debbono lasciare tutto ai figli... non so, quando muoiono; i figli ancora ancora possono essere discreti, magari i nipoti meno, e sperperano tutto quello che è stato guadagnato dal nonno. Non interessa molto quello di avere, interessa l’essere. Questo ci dice il Signore questa mattina. Dobbiamo non tanto apparire santi (cristiani) ma esserlo veramente. Così sia.

Sia lodato Gesù Cristo. »



 

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