La chiesa parrocchiale di Mandriolo conserva in 14 apposite teche le seguenti reliquie (confermate da decreti Vescovili di accertamento):
- S. Silvestro Papa, S. Luigi Gonzaga, S. Liberata, S. Anna Madre della Beata Vergine Maria
- Legno della Croce
- B.V. Maria, S. Giuseppe, suo Sposo
- S. Giuseppe
- S.S. Apostoli, S. Barnaba, S. Mauro, S. Luca
- S. Eurosia
- S. Paolo Eremita
- S. Antonio Abate
- S. Biagio Martire
- S. Vincenzo Ferrer
- S. Luigi Gonzaga
- S. Giuseppe Calasanzio
- S. Luca, S. Apollonia, S. Nicola Vescovo, S. Vincenzo de’ Paoli, S. Pasquale Baylon
- S. Margherita da Cortona
Funzioni straordinarie e speciali sono da tempo celebrate in occasione e in onore di:
- SSma Annunciazione di Maria Vergine, Patrona della Chiesa e Parrocchia
- S. Silvestro Papa, compatrono della chiesa e parrocchia
- S. Eurosia
Inoltre speciali funzioni sono celebrate per il Giovedi Santo e per la festa di Pentecoste la quale preceduta da un triduo e accompagnata da una processione.
Dai primi anni del 1600 (o forse anche prima) era eretta presso la Chiesa di Mandriolo la Compagnia del SS.mo Sacramento che ancora esiste.
Ne dà notizia il lascito ad essa effettuato da Camillo Rognoni nel 1630 e ne dà conferma un atto con cui detta compagnia con l’intervento del Parroco Don Ferrari affitta a Gerolamo Sacchetti un appezzamento di terreno, confinante con le ragioni della chiesa, di biolche 16 per scudi 40 annui a partire dai giorno dei Santi del 1637. Altra congregazione eretta presso la chiesa era quella del Sacro Cuore di Gesù aggregata alla Arciconfraternita di detto Cuore eretta in Roma a S. Maria ad Pineam con Bolla di aggregazione del 20 agosto 1822 e comprendente 342 soci che oggi sopravvive nella congregazione dell'“Apostolato della Preghiera”. Inoltre a seguito di specifica richiesta avanzata dai parroco venne concessa dai Vescovo di Reggio e Principe con suo decreto dell’11 marzo 1800 la costituzione della Compagnia della Dottrina Cristiana per impegnare "ad maiorem Dem gloriam" tutti i parrocchiani ad una più assidua frequenza. Nel 1919 iniziò l’attività dell’Azione Cattolica locale con la fondazione del Circolo Giovanile Maschile, mentre quello femminile sorse nel 1922-23. Sono tuttora presenti le Confraternite Maschile e Femminile del SS.mo Sacramento.
Nel territorio della parrocchia sono esistenti diversi Oratori o Cappelle dei quali principalmente si ricordano:
1) Oratorio annesso al casino Saccozzi e dedicato a S. Francesco da Paola benedetto dal Vescovo di Reggio Principe Giovanni Maria Castelvetri il giorno 11 ottobre 1752.
2) Oratorio annesso al casino Montessori per il quale il Vaticano ha concesso il proprio assenso col decreto del 24 luglio 1782 per l’erezione e il culto. Esiste agli atti parrocchiali un decreto vescovile che detta per questi due oratori le norme riguardanti le messe, gli uffizi, le funzioni da celebrarsi e i privilegi ad essi connessi.
3) Oratorio annesso al casino Maggiera che fu prima - 1832 - Grisanti e passò nel 1890 in proprietà Taparelli. Dedicato nel XIX° sec. alla B.V. della Ghiara fu restaurato e ribenedetto nel 1928 e dedicato a S. Giuseppe.
4) Oratorio annesso al casino Canossi costruito ex novo e benedetto e dedicato a S. Francesco da Paola dal Priore di Mandriolo Don Zanni l’8 ottobre 1914.
5) Oratorio annesso alla residenza della famiglia Rossi - Correggi; non si hanno notizie circa la costruzione; si sa solo che, restaurato a cura delle famiglie Bigi e Correggi fu ribenedetto e dedicato a S. Pietro dal Rettore di Mandriolo Don Gianotti il 10 giugno 1872.
6) Oratorio di S. Rocco eretto nel 1502 dalla già Confraternita di S. Sebastiano per opera di Giberto, Nicola e Borso Signori di Correggio, fu abbandonato nel 1527 dalla Confraternita, che passò ad officiare in altro oratorio all’interno delle mura. Quando nel 1772 tutti i beni delle Confraternite furono accentrati nell’Amministrazione delle Congregazioni dei Luoghi Pii anche l’oratorio di S. Rocco ve ne fu soggetto. Essendo stato creato nel 1783 il Collegio Ducale sotto la direzione dei Padri delle Scuole Pie, l’oratorio fu ad essi affidato, fino a che nel 1801 venne soppressa la Congregazione di detti Padri e tutto passò alla Comunità di Correggio. Riapertosi il Collegio per volere del Duca di Modena Francesco IV d’Este sotto la direzione dei Padri Oblati, l’oratorio fu ad essi affidato con il solo onere di Messe, almeno per S. Rocco. Non godendo l’oratorio di alcun legato proprio, non aveva di che reggersi (mentre la confraternita lo curava con un beneficio a proprio favore del fondo Serravalle) e cadde spesso in rovina e fu più volte riattato nel secolo scorso a cura di van enti e abbienti. Di questo oratorio il priore di Mandriolo Don Zanni voleva fare, dopo averlo restaurato, "un tempio votivo in memoria e suffragio dei prodi parrocchiani caduti per la salvezza e grandezza della nostra Patria nella guerra 1915-18, non contentandosi Mandriolo di aver fatto incidere nel 1920 i nomi dei suoi caduti sulla seconda campana della sua chiesa". Non essendo stato ciò possibile ed anzi avendo dovuto lottare per evitarne la distruzione quasi definitiva decisa dalla nuova Amministrazione Comunale che voleva erigere al suo posto case di abitazione, il Priore si accollò l’onere del restauro (lire 4.929) dell’oratorio, con il sostegno di pochi parrocchiani (offerte per lire 1.900) che fu da lui ribenedetto il 15 agosto 1926.
All’oratorio di S. Rocco, che è sempre stato ad una sola navata e con propria torre, ha rivolto di recente premurose cure il canonico Don Enzo Neviani, addetto all’ospedale, il quale dopo averlo restaurato lo ha aperto al culto pubblico celebrandovi Messe nei dì festivi.
Parlando ora più in dettaglio dei legati e benefizi di cui ha goduto la chiesa di Mandriolo si annota:
a) Legato Giovan Maria Becchesini, il quale con rogito del 24 agosto 1630 del notaio Forti di Correggio lasciò alla Chiesa di Mandriolo un fondo di biolche 19 e tavole 4 con fabbricati civili e rustici, situato in Villa Mandriolo (verso S. Martino), con l’obbligo di uffici e messe e di provvedere in perpetuo all’olio della lampada dell’altare del SS.mo Sacramento, lasciandone amministrazione al Parroco pro tempore di Mandriolo.
b) Legato Camillo Rognoni, il quale con rogito 10 agosto 1630 del notaio Forti lasciò tutti i suoi beni alla Compagnia del SS.mo Sacramento con l’onere di Uffizi e Messe. La Compagnia nel 1631 cedette l’eredità alla sorella del donatore Camillo per scudi 260 e nel 1715 acquistò un fondo in Villa S. Martino di biolche 3 e tavole 19 confinante con il fondo Becchesini a cui fu annesso quando la Compagnia fu soppressa e l’Amministrazione di queste "terre del Rognoni" restò nelle mani del parroco.
c) Legato Don Pellegrino Bernoldi, rettore di Mandriolo, il quale istitui con rogito del 3 ottobre 1662 del Dott. Mario Toschi Cancelliere vescovile, un legato semplice all’altare del rosario della chiesa di Mandriolo con giuspatronato agli eredi Bernoldi. Esso era costituito da due poderi di biolche 5 e biolche 1,5 in via Ardione con l’onere di 25 messe ogni anno. I poderi vennero sostituiti con altri nel 1687 e 1729 finchè estintasi la discendenza Bernoldi il legato passò prima a Don Bertocelli e poi alla famiglia Corradi, il cui capo, Jacopo Corrado d’Austria lo passò al di lui nipote Don Antonio Gianotti nel 1814.
d) Legato Fantozzi, istituito il 21 maggio 1723 con rogito del notaio Corghi di Correggio, consisteva in un fondo di biolche 6 in Villa Mandriolo e con l’onere di un certo numero di Messe. Passata la proprietà in vane mani si arrivò a perderne la traccia finchè se ne assunse gli obblighi in misura assai ridotta nel secolo scorso un certo Sig. Gaetano Rossi.
e) Due censi fruttiferi del 6% e 7% di lire 946 e lire 63,96, provenienti l’uno dalla Confraternita del SS.mo del Castello di Montecchio e l’altro dalla Compagnia della Dottrina di Montecchio, furono assegnati alla chiesa di Mandriolo il 25 giugno 1822 dal Vescovo di Modena Marchese Tiburzio Cortese.
Viene a volte ricordato il Legato Marchi istituito il 26 marzo 1651 e continuato fino al 1827, anno in cui se ne persa la traccia. Pare comunque che si trattasse di un legato su un fondo in Villa Mandriolo non a beneficio di questa ma di Correggio.
Un inventario del 1822 in Archivio Parrocchiale indica in biolche 153.03.06 il totale dei benefici parrocchiali con una rendita di zecchini 280 pari a lire reggiane 12.600. E pure agli atti un’annotazione di Don Zanni secondo la quale tra il 1915 e 1920 alcuni beni furono venduti per poter riparare i fabbricati del fondo Becchesini ed altre case.
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nell' esprimerVi i miei complimenti per l'impegno generoso e proficuo a favore dell' Unità Pastorale, augurandoVi di poter continuare ad aggiornare il sito e di pubblicare cronaca e notizie, mi permetto di indicarVi un piccolo errore da correggere, e un suggerimento.
Nella terzultima riga della pagina "Reliquie, funzioni ..."il testo riporta : " con una rendita di zecchini 280 pan a lire regginae 12.600." Pan è da correggere con il termine pari.
Un suggerimento lo propongo : numerosi sono gli oratori privati che ogni parrocchia ha disseminiato nel suo territorio.
Sarebbe giusto indicare oltre alla storia, se l'oratorio è ancora in funzione o abbandonato, se è stato cambiato dai vari proprietari che si sono succeduti l'intitolazione canonica ( tipo ad esempio da S. Francesco a B. V. di Lourdes) e di chi sia la proprietà recente.
Cogliendo l'occasione per augurarVi ancora mille buone opere, invio cordiali saluti.
Diego L. Menozzi